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Quali sono le auto più sicure del 2019? Scopri i test EuroNCAP

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Pubblicato il 10 May 2019
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Crash-test, sicurezza attiva, sicurezza passiva: ecco quali sono le auto più sicure del 2019.

 

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

L’anno può dirsi iniziato da relativamente poco, ma per quanto riguarda le auto più sicure del 2019 possiamo già pronunciarci. Almeno sulle uscite più recenti. E si sa, quando parliamo di auto più sicure è ad EuroNCAP a cui occorre far riferimento. Parliamo quindi dell’istituzione più importante, a livello europeo, responsabile della valutazione di tutte le auto in produzione – in merito alla sicurezza. Un’istituzione all’opera ormai da oltre vent’anni, sostenuta non solo dalle case automobilistiche, ma anche – e soprattutto, dall’Unione Europea. Ed è grazie ad EuroNCAP che abbiamo iniziato a familiarizzare con il concetto di “crash-test. Vere e proprie simulazioni di incidenti stradali con tanto di “passeggeri” a bordo (chiaramente manichini) – orami divenute indispensabili per determinare i livelli di sicurezza attiva e passiva raggiunti dai modelli di auto in commercio. Divagazione ludica: chi è figlio degli Anni ‘80 probabilmente ricorderà di aver passato più di un pomeriggio a giocare con gli “Sbullonati”!

INDICE
 Sicurezza attiva
 Sicurezza passiva
 EuroNCAP: la valutazione
 L’auto più sicura

Prima di addentrarci in quelli che sono i più recenti risultati snocciolati dall’istituto indipendente con sede a Bruxelles – val la pena distinguere cosa si intende quando parliamo di sicurezza attiva e passiva. Oltre che soffermarci su quali sono i parametri presi in considerazione da EuroNCAP per promuovere o bocciare questa o quella vettura. Ma procediamo con ordine. Per semplificare consideriamo la differenza tra sicurezza attiva e passiva ridotta alla “tempistica d’intervento”. La sicurezza attiva gioca quindi tutto sull’anticipo delle situazioni e quindi sulla prevenzione. Quella passiva – invece – interviene “a cose fatte” – ad incidente già innescato, col fine di limitarne al massimo le conseguenze sugli occupanti.

Quando parliamo di sicurezza attiva abbiamo a che fare con quelle tecnologie che probabilmente si sono maggiormente evolute negli ultimi anni. Il loro scopo è quindi quello di prevenire tutte quelle situazioni potenzialmente pericolose e che potrebbero portare ad un incidente. Un esempio su tutti lo abbiamo banalmente con l’ABS – che in caso di frenata brusca impedisce il bloccaggio delle ruote, accorciando così lo spazio di frenata. Ma per estensione tra i sistemi utili a prevenire un papabile incidenti possiamo considerare i freni, le gomme o addirittura i gruppi ottici, buoni a migliorare la visibilità del conducente. Ma col passare degli anni hanno debuttato soluzioni sempre più moderne e raffinate come la frenata automatica di emergenza o il mantenimento della vettura all’interno della corsia di marcia.

Più delicati sono invece i sistemi che si occupano della cosiddetta sicurezza passiva. In questo caso abbiamo infatti a che fare con sistemi che hanno il ruolo di limitare il più possibile le conseguenze di un incidente stradale. Si considerano banalmente un sistema passivo, le cinture di sicurezza. Ma anche gli airbag – che proprio senza il lavoro in combinazione con le cinture di sicurezza perdono di efficacia. O i seggiolini, quando parliamo di sicurezza passiva dei passeggeri più piccoli.

I risultati delle conseguenze sui manichini all’interno delle vetture sottoposte a crash-test vengono quindi suddivisi su cinque livelli di valutazione, ognuno dei quali “interpretato” da una colorazione di riconoscimento. Si va dal “verde” per i risultati considerati “buoni”; al giallo che sta per “adeguati”; arancione “marginai”; marrone “rilevanti” – e rosso “gravi”. Vengono quindi effettuate varie valutazioni in base alle conseguenze patite dal manichino sottoposto ad esame. Si parte con il giudizio effettuato sulle conseguenze sui passeggeri adulti – “fatti accomodare” sui sedili anteriori – per passare ai bambini, disposti invece sulle sedute posteriori. Per questi ultimi la prova varia anche tra manichini ed esamina sia i bambini con sembianze tra l’anno e mezzo e i tre anni di età – che i ragazzi di 18 anni. Ma i test non si fermano alla valutazione della sicurezza dell’equipaggio a bordo delle vetture “mandate a schiantarsi”. E così EuroNCAP prende in esame anche le conseguenze dell’impatto esterno contro eventuali pedoni. Per quanto riguarda il tipo di sinistri simulati si va da quello più frequente, frontale – ma si valutano anche gli urti laterali e posteriori, questi ultimi per determinare ad esempio l’efficacia dei poggiatesta in caso del cosiddetto “colpo di frusta”.

Ma quindi, quali sono le auto più sicure del 2019? In tutto sono state due le sessioni di crash-test organizzate da EuroNCAP che ha aperto le danze con tre SUV di grosse dimensioni freschi di debutto: parliamo di Honda CR-V, Mercedes Classe G e Seat Tarraco.

Honda, Mercedes e Seat

La nota positiva sta che tutti e tre i modelli presi in esame hanno portato a casa le agognate cinque stelle, il massimo punteggio assegnabile da EuroNCAP. Un ottimo risultato quindi, anche in considerazione del fatto che i criteri di valutazione si son sempre fatti più rigidi negli ultimi anni. E sono stati gli stessi vertici dell’ente belga a congratularsi con i tre brand – meritevoli di aver equipaggiato le proprie vetture anche con la “frenata autonoma di emergenza”. Un gadget, proprio quest’ultimo che Honda, Mercedes e Seat hanno sfoggiato in abbinamento al sistema di riconoscimento di pedoni e ciclisti.

honda cr-v usate
honda cr-v usate

La Seat Tarraco ha ottenuto uno dei punteggi più elevati mai registrati per il capitolo “protezione adulti” – con una valutazion “verde”del 97%. Parliamo quindi dell’ultimo e più imponente SUV della casa di Martorell, costruita sul telaio Mqb di “mamma Volkkswagen”. Lo stesso, per intenderci che sfrutta la cugina Skoda Kodiaq – anche “lei” protagonista con il conseguimento delle 5 stelle un paio d’anni fa. Di fatto, anche la Seat Tarraco ha di serie tutti i sistemi di sicurezza presi in considerazione da EuroNCAP come “indispensabili”.

Sei anni dopo i test sulla versione a gasolio, ecco arrivare le 5 stelle anche sull’attuale modello di Honda CR-V, stavolta ibrido. A convincere hanno contribuito anche i vari sistemi di assistenza alla guida come la telecamera che “legge” i cartelli con i limiti di velocità o quello che vigila sul mantenimento in carreggiata. Un po’ come visto sull’imponente e ormai leggendario 4×4 della casa di Stoccarda Mercedes Classe G che ha dalla propria parte anche un sistema elettronico capace di prevenire molte situazioni di imminente pericolo. A proposito di sicurezza attiva.

Citroen e Land Rover

Le ultime due vetture prese in esame da EuroNCAP sono la francese Citroen C5 Aircross, ultima arrivata tra i SUV della casa d’oltralpe – e la rinnovata Range Rover Evoque. Anche in questo caso ad essere determinante è la protezione dei cosiddetti “attori deboli” della strada, come ciclisti e pedoni. Il SUV francese conquista infatti 4 stelle che però salgono a 5 se si sceglie di mettere in garage una C5 Aircross equipaggiata con Safety Plus Pack che integra i sistemi ADAS aggiuntivi come il riconoscimento biciclette e pedoni con tanto di frenata automatica.

Promossa con il massimo dei voti anche la recentissima nuova interpretazione di Range Rover Evoque che introduce molte novità in tema di sicurezza. Nel caso della vettura britannica, oltre ormai alle indispensabili dotazioni per salvaguardare ciclisti e pedoni con tanto di frenata automatica – abbiamo anche il “cofano attivo”. Cos’è un cofano attivo? Semplice. Si tratta di un cofano che, al pari di un airbag, “riconosce e capisce” di star per impattare con un pedone. In pochi decimi di secondo il cofano si solleva liberando una serie di molle che rendono meno rigido l’impatto sulla superficie in lamiera, col fine di limitare le conseguenze per il pedone. Sicurezza passiva!

range rover evoque usate
range rover evoque usate

Pubblicato il 10 May 2019
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