Home \ Cura & Manutenzione \ Fai da te \ Come smaltire gli pneumatici e tutelare l’ambiente

Come smaltire gli pneumatici e tutelare l’ambiente

Cura & Manutenzione Fai da te
Pubblicato il 15 January 2018
Condividi
Pneumatici usati da ricostruire e pneumatici fuori uso: ecco come eliminare le gomme auto inutilizzabili considerate dalla normativa rifiuti speciali.

Prima di chiedersi come e dove smaltire gli pneumatici bisogna verificare se sono semplicemente usati, e possono quindi essere riutilizzati, o se invece si tratta di un rifiuto da eliminare. Nel primo caso la funzione può essere ripristinata attraverso una ricopertura e la gomma può essere nuovamente utilizzata: non si tratta, in questo caso, di un rifiuto ma di uno pneumatico usato. Nel caso, invece, che si tratti di pneumatici non più recuperabili, e quindi fuori uso (PFU), esistono precise norme emanate dal Ministero dell’Ambiente. Il Decreto Ministeriale n. 82 del 2011 stabilisce che lo smaltimento delle gomme è obbligatorio e il loro abbandono è un reato. Queste disposizioni sono finalizzate alla protezione dell’Ambiente: il rifiuto speciale deve essere trattato perché non inquini terra, acqua e aria. Annualmente la quantità di pneumatici usati è di 3,4 milioni di tonnellate: il 47% di questi sono prodotti fuori uso che non possono essere ricostruiti e devono essere smaltiti. In alternativa allo smaltimento, molti consumatori hanno cominciato a sfruttare il fai da te e l’arte del riciclo, ideando diversi modi per riutilizzare vecchi pneumatici.

Fioriere con pneumatici

La catena delle responsabilità

Ma vediamo come si fa a smaltire gli pneumatici in modo corretto. Chi si trova in questa situazione può rivolgersi al gommista a cui dovrà retribuire la manodopera ma non lo smaltimento che è stato pagato all’atto di acquisto. Questo costo, dal 2011, viene sostenuto dall’acquirente quando compra pneumatici (anche online). Ovviamente il rivenditore non trattiene per sé questa cifra ma la versa alla casa che li ha prodotti e dalla quale li ha acquistati. La casa produttrice invia ai consorzi di smaltimento i contributi PFU (Pneumatici Fuori Uso) e questi ritirano gli pneumatici dai gommisti. Quindi per smaltire i prodotti non più ricostruibili basta che l’interessato si rivolga ad un gommista o ad un centro autorizzato al ritiro: non sarà necessario pagare assolutamente niente avendo pagato come sovrapprezzo circa 3 euro (cifra stabilita dai produttori) per ogni gomma, proprio per lo smaltimento a norma di legge. Il contributo totale versato ammonta a circa 12 euro per ogni vettura e deve essere riportato nella fattura di acquisto. Il costo di 3 euro, comunque, è da considerare variabile perché cambia a seconda del peso della gomma.

Solo presso operatori specializzati

Rivolgersi ad un operatore autorizzato è l’unica strada percorribile: abbandonare un rifiuto speciale per la strada è un reato che viene sanzionato oltre che un danno ambientale. Il contributo versato in maniera anticipata, infatti, è un deterrente studiato per disincentivare gli automobilisti che si interrogano su dove buttare gli pneumatici usati. Chi li abbandona per strada deve sapere che potrebbero essere incendiati da malintenzionati: le gomme sono costituite da materiali polimerici che producono gas tossici, altamente inquinanti. Tutti gli pneumatici che non si possono riutilizzare devono essere conferiti al sistema di raccolta autorizzato, ai fini del recupero energetico: questo è il modo più corretto per aiutare l’ambiente e non commettere un reato.

Se stai cercando pneumatici nuovi per la tua auto, puoi trovarli su ebay.it.

Pubblicato il 15 January 2018
Condividi