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Auto che non vedremo più: Dodge Challenger

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Pubblicato il 18 July 2023
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Dopo anni legata a poderosi motori V8 la Dodge Challenger si appresta ad una trasformazione epocale passando all’elettrico

Le muscle car di Dodge si adeguano al momento storico che sta vivendo il mondo dell’auto e dopo anni legate a grandi propulsori V8 passeranno all’elettrico. Challenger e Charger usciranno di scena per lasciare spazio ai modelli a batteria, come ha anticipato la casa americana svelando il concept Daytona SRT, che unisce gli stili delle due vetture iconiche. La produzione di queste storiche automobili sportive si arresterà entro la fine di quest’anno ma, prima della nuova era, il brand a Stelle e Strisce saluterà il mitico motore V8 in grande stile con una serie di modelli chiamati “Last Call”, prodotti in tiratura limitata e venduti anche in Europa. Il modo più appropriato per mandare in pensione due automobili iconiche che hanno fatto sognare generazioni di automobilisti, conquistati dal rombo del V8 anche grazie alle numerose apparizioni delle due auto in film, serie tv e video musicali. Ripercorriamo la storia della Dodge Challenger, una parabola di grande successo iniziata 53 anni fa.

Auto che non vedremo più: Dodge Challenger

Dal debutto nel 1970 a oggi

La Dodge Challenger è una delle muscle car americane di maggior successo e una delle ultime pony car, prodotta inizialmente sia in versione coupé che cabriolet. Nasce per fare concorrenza alla Ford Mustang nella fascia di mercato delle pony car, vetture sportive di medie dimensioni, con una meccanica relativamente semplice. La produzione inizia nel 1970 con le varianti Challenger Six, Challenger V8, Challenger T/A e Challenger R/T. Il motore base è il sei cilindri in linea da 3.7 litri di cilindrata; la versione V8, invece, è dotata del 5.2 litri a doppio carburatore in grado di sviluppare fino a 230 CV (170 kW); accanto a questi ci sono anche i V8 da 5.6 o 6.3 litri. La R/T è la versione più prestante e sportiva, con motori da circa 7 litri e cambio manuale a 3 marce e potenze da 335, 375, 390 e 425 CV. La prima generazione termina nel 1974.

Challenger torna con la seconda serie prodotta dal 1978 al 1983, con alcune novità: è realizzata soltanto in versione coupé, deriva dalla Mitsubishi Galant Lambda ed è commercializzata attraverso i concessionari Dodge. Ad eccezione di alcune versioni, Challenger è identica alla Plymouth Sapporo: il modello Dodge esalta le caratteristiche sportive; mentre Plymuth mette in risalto le dotazioni lussuose. Il motore è un quattro cilindri in linea da 1,6 o 2,6 litri, con cambio manuale a cinque rapporti o automatico a tre marce ed è assemblata in Giappone. Nel 2008 Dodge decide di riprendere la produzione di Challenger: la terza generazione ha linee che si rifanno a quelle della prima serie degli anni ’70. La prima versione è la SRT8, a cui fanno seguito la R/T con motore V8 da 5.7 litri e la SE con motore da 3.5 litri. La SRT8 è equipaggiata con un V8 Hemi da 6.1 litri da 430 CV e una coppia motrice di 570 Nm, raggiunge i 280 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in circa 4,9 secondi. Nel 2010 è l’ora della SRT8 392, costruita in 1.492 esemplari solo per il mercato nordamericano, che monta un motore V8 6.4 HEMI da 477 CV di potenza con 637 Nm di coppia in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 4 secondi.

I saluti finali con la serie “Last Call”

L’ultima corsa di Dodge Challenger sarà in grande stile e non potrebbe essere altrimenti vista l’importanza che ha ricoperto nella storia dell’automobilismo a stelle e strisce. Il saluto finale spetta alle serie speciali “Last Call”, allestimenti ispirati ai modelli del passato con livree esclusive e altri particolari dedicati. Gli allestimenti per la Challenger sono: Shakedown, Scat Pack Swinger, Black Ghost e SRT Demon 170, un modello esclusivo prodotto in poco più di 3.000 unità, ma che non arriverà in Europa. Tutte le versioni 2023 di Challenger hanno il mitico motore V8 Hemi da 6,4 litri, una speciale targa commemorativa “Last Call” sotto il cofano, con il nome e la silhouette del veicolo, che si unisce alle scritte “Designed in Auburn Hills” e “Assembled in Brampton” che ne certificano l’origine. Challenger Shakedown si ispira al modello del 1971, con la grande presa d’aria sul cofano, i cerchi da 20 pollici e l’impianto frenante Brembo con pinze rosse.

Dodge Challenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 19

La Scat Pack Swinger prende il nome dalla versione speciale venduta tra gli anni ’60 e ’70 e offre carrozzeria Widebody, cerchi dorati da 20”, V8 da 485 CV e la possibilità del cambio manuale 6 marce al posto del classico automatico 8 rapporti. La Challenger Black Ghost, solo nera, monta il V8 in versione da 807 CV e ha cerchi da 20” specifici e la sola carrozzeria Widebody. La SRT Demon 170 è la più potente di tutte con 1.039 CV e 1.281 Nm. Impressionante lo scatto da 0 a 60 miglia orarie (0-96,5 km/h) in 1,66 secondi. Di serie offre pneumatici posteriori da vero dragster, le Mickey Thompson ET Street R da 315/50 R17, e anteriori più piccoli, 245/55 R18.

Un mito rafforzato anche da cinema e tv

Come la sorella Charger, anche la Challengr si è ritagliata il proprio spazio sul grande e piccolo schermo. La Challenger 4 marce da 391 CV compare nel film “Nato il 4 luglio”; un’altra, di colore nero, sfreccia sulle strade della serie TV “Chips” e nella serie di animazione “Mad”. Una versione gialla con allestimento Daytona è protagonista all’inizio del video della canzone “When I grow up” del gruppo femminile statunitense “The Pussycat Dolls”.

Pubblicato il 18 July 2023
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