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Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la versione sportiva della gamma Alfa

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Pubblicato il 24 May 2019
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Un look racing ed interni spaziosi e rifiniti: ecco l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio.

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

 

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è una di quelle auto che qualsiasi appassionato di motori vorrebbe guidare almeno una volta nella propria vita. Figurarsi possederne una – con gli oltre 86 mila Euro del prezzo di listino a metterci del proprio a frapporsi tra sogno e realtà. Un’auto, l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, che emoziona anche chi, come me, parla di automobili tutti i giorni per professione.

Un’auto, proprio la Giulia Quadrifoglio, che rende felici di far questo lavoro, orgogliosi da italiani di poterne parlare e di svelarne al pubblico i numeri di cui è capace e le emozioni che sa dispensare. Emozioni che mai come in questo caso fanno rima con i numeri di una scheda tecnica che lascia poco spazio alle competitor, tedesca in prima fila. Sotto il cofano urla a gran voce un motore benzina da 2,9 litri dalla raffinata architettura V6 biturbo realizzato a quattro mani con i cugini di Ferrari. I ragazzi della casa di Maranello hanno così contribuito a spremere i meno di 3 litri di cilindrata di questa Alfa Giulia portando a casa una potenza di addirittura 510 CV, condita da una coppia massima che segna i 600 Nm. Il tutto senza dimenticare l’origine borghese e da berlina quattro di questa nobile automobile.

La Quadrifoglio Giulia va forte quindi, davvero molto forte, ma con tutto (o quasi) il comfort che ci si aspetterebbe di trovare a bordo di un modello con carrozzeria a tre volumi. Il comfort quindi non le manca, la schiena non subisce le sollecitazioni tipiche di quelle auto che sulla carta d’identità alla voce segni particolari pongono il magico acronimo di GT. Una specie di Dottor Jekyll e Mr. Hyde con quattro ruote e un telaio (e che telaio) che sa essere docile e confortevole e al contempo irrequieto e velenosissimo.   

Un look racing

Il salto da Giulia normale a Giulia Quadrifoglio è sancito però non solo dalla meccanica estrema, ma passa per forza di cose anche da molti aspetti relativi al design. Un motore con centinaia di cavalli come quello di quest’Alfa ha quindi bisogno di ossigeno ed aria per respirare e rendere al meglio. Va da sé che sulla carrozzeria della Quadrifoglio sia piovuto un numero più ampio di prese d’aria rispetto alle versioni più tranquille e mansuete. Si va quindi dalle aperture presenti sul cofano motore a quelle installate sia sui paraurti che subito dietro i parafanghi anteriori.

Spostando lo sguardo verso la zona posteriore ad attirare l’attenzione è lo sportivissimo spoiler realizzato in leggera fibra di carbonio e gli scarichi che per la Quadrifoglio giocano al raddoppio, passando da due a quattro. Spazio anche all’aerodinamica, migliorata grazie all’estrattore dell’aria posizionato proprio in mezzo alle due coppie di scarichi. Restando dietro si apprezza sicuramente il look con tanta carrozzeria e poca superficie vetrata, tipico dell’anima sportiva di questa Giulia. Una soluzione bella e accattivante – impossibile negarlo, ma che costringe in retromarcia ad affidarsi ai sensori di parcheggio (fortunatamente di serie) piuttosto che al campo visivo!

Interni spaziosi e rifiniti

Aprendo le portiere della nuova Giulia Quadrifoglio eccoci all’interno dove ci accoglie un abitacolo spazioso e rifinito. I sedili anteriori sono di dimensioni generose e si viaggia in tutta comodità; stessa sensazione di chi siede sul divanetto posteriore. Chi ha la fortuna di accomodarsi al volante si gode il comfort quindi, ma anche la sensazione di una vettura sportiva – con tanto di seduta ribassata.

L’impatto estetico è lo stesso delle cugine normali, ma anche in questo caso i tecnici del Biscione non si sono risparmiati a spargere qua e là dettagli marcatamente sportivi. Il tasto di Start e Stop di accensione e spegnimento dell’auto è posizionato sulla sinistra dello sterzo, tinto in questo caso di rosso e non nero come sulle altre Giulia. Non mancano anche in questo caso numerosi dettagli in carbonio, mentre la pedaliera è – come si confà ad un’autentica auto sportiva, rivestita in alluminio.

Per il capitolo tecnologico non manca nemmeno il sistema di infotainment con schermo da quasi 9 pollici dal quale è possibile gestire (non troppe), ma gran parte delle funzioni della vettura. Buona anche la dotazione se si bada alla sicurezza, nella quale troviamo – tra gli altri – la frenata automatica di emergenza o il “beep” che ci avvisa in caso di superamento involontario della corsia di marcia.

Quanto invece alla capacità di carico abbiamo a che fare con un bagagliaio di 480 litri base, in linea con quello della maggioranza delle altre berline tre volume di questo segmento. Ovvio, il disegno della carrozzeria dalla coda corta ha reso la bocca d’accesso del vano di carico un po’ bassa, ma non per questo è impossibile inserire bagagli anche più ingombranti di un semplice borsone.  

Scheda tecnica perfetta per la pista

Spendere quasi 90 mila Euro per una Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio per usarla per spostarsi tra casa e lavoro è la cosa peggiore che le possiate fare. Lecito, assolutamente lecito, ma la domanda è: perché? Un’auto così estrema, così sportiva, con un motore messo a punto in società con gli ingegneri Ferrari – non può (non deve!) farsi crescere la barba in tangenziale tra Brugherio e Cologno Monzese. Va portata in pista, o almeno dovrebbe. La possibilità di pentirsene non è lontanamente contemplata e farete l’opera buona di far felice il benzinaio che ha la pompa fuori l’autodromo.

Ripassiamo la scheda tecnica della Giulia Quadrifoglio e arricchiamola con qualche altro numero. Motore benzina, da 2,9 litri per 510 CV di potenza e 600 Nm di coppia. Ingredienti eccezionali per volare da fermi a 100 Km/h sotto la soglia psicologica dei 4 secondi – 3,9” per la precisione. Se poi la pista che avete scelto è anche dotata di un bel rettilineo – abbastanza lungo – allora non c’è limite al divertimento. Immaginate così il vostro sorriso inebetito allargarsi finché la muscolatura della bocca lo consentirà; fatto? Ok: siete arrivati alla velocità massima di 307 Km/h. Potete andare a casa. Il resto, se mai ne servisse ancora, è un concentrato di piacere di guida – dall’assetto impeccabile e una distribuzione dei pesi così equilibrata dal riuscire quasi sempre a farci capire dove staremo per mettere le ruote della nostra Giulia.

Una sensazione di sicurezza che va oltre la mera sensazione, avallata anche dal differenziale posteriore a controllo elettronico che ripartisce la coppia dove serve, cioè dove abita più grip. A proposito di setup. Come su ogni Alfa Romeo che si rispetti c’è il selettore DNA per scegliere la miglior risposta dell’auto in base al fondo sul quale stiamo viaggiando o al nostro stile di guida. Su questa Quadrifoglio le impostazioni salgono però da tre a quattro con il poker firmato da quella battezzata (guarda un po’) Race. Una modalità destinata (preferibilmente) agli automobilisti più esperti visto che disattiva praticamente tutti i controlli.

Quanto ai consumi della Giulia Quadrifoglio, sono alti, è vero, ma tutto è relativo. Soprattutto se pensiamo che questa è l’Alfa Romeo più potente della storia della casa italiana e senza contare le prestazioni mozzafiato di cui è capace. Mamma Alfa parla di percorrenze medie di circa 10 Km per litro di carburante, anche se la fame di sentire urlare il rombo del V6 Alfa ci porterà presumibilmente a viaggiare attorno agli 8/9 Km per litro. Ma poco male. In fondo se è vero che “chi bello vuole apparire, un po’ deve soffrire” lo è altrettanto il fatto che “chi i 300 Km/h vuole superare, un po’ deve pagare”.

 

Pubblicato il 24 May 2019
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