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Tutor autostrada: come funzionano, dove sono e cosa fare in caso di multa

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Pubblicato il 9 July 2018
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Potrebbero essere rimossi ma scopriamo comunque cosa è importante sapere sui tutor in autostrada

Da quando è stato installato lungo le Autostrade Italiane nel 2004, il tutor autostrada ha contribuito a far rispettare i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada agli automobilisti. Tuttavia, a seguito di una sentenza del 10 aprile della Corte d’Appello di Firenze, i 333 tutor presenti sulla rete autostradale dovranno essere rimossi. A prescindere da ciò, vediamo come funziona il tutor autostrada.

Come funziona il tutor in autostrada

Il funzionamento del tutor autostrada è semplice. Questo sistema rileva la velocità media in un determinato tratto autostradale, di solito compreso tra i 10 e i 25 chilometri. Quando il veicolo attraversa il portale del Tutor, i sensori a terra riconoscono il tipo di veicolo. Il sensore stesso attiva la fotocamera in alto, che prende nota della targa, assieme alla data e all’ora esatta di passaggio.

Quando il veicolo transita sotto il secondo portale, i dati di percorrenza vengono inviati a un sistema centralizzato che calcola la velocità media tenuta dal veicolo. Solo nel caso in cui si viaggi ad una velocità non consentita dal Codice della Strada il sistema interroga automaticamente il database della Motorizzazione Civile per risalire all’intestatario del veicolo. Mentre la Polizia Stradale accerterà la violazione e successivamente il sistema si occuperà di compilare, stampare e avviare la procedura di notifica al trasgressore.

Il tutor autostradale non funziona come un classico autovelox e quindi non fotografa il veicolo al superamento del limite di velocità, ma calcola la velocità media tenuta nell’attraversare i due portali. Per questo motivo non ha senso frenare in corrispondenza dei sensori. Analogamente, i tratti coperti dal tutor autostradale non comprendono Autogrill o aree di sosta, in modo che il dato medio non sia falsato da pause del conducente.

Tutor autostrada: quando sono attivi

Una delle ricerche più frequenti sul web riguarda il posizionamento dei tutor autostradali. Sapere in anticipo dove sono posizionati i tutor autostrada, può far viaggiare con meno tensione chi volesse evitare di incorrere in una sanzione amministrativa.

È bene sapere che i tutor autostrada non sono sempre attivi 24 ore al giorno e gli automobilisti possono conoscere con anticipo la loro posizione consultando il sito di Autostrade per l’Italia o quello della Polizia di Stato. Inoltre, si può conoscere la presenza del tutor autostradale anche con numerose app per smartphone che sfruttano le mappe pubblicate dalla Polizia Stradale e da Autostrade per l’Italia.

I tutor autostrada funzionano con ogni condizione atmosferica o di visibilità e la loro presenza deve essere segnalata da appositi cartelli e segnalazioni elettroniche, posti a un minimo di 250 metri, fino a un massimo di 4 chilometri dai portali. Ad ogni modo il consiglio è sempre quello di moderare la velocità e rispettare il dettato del Codice della Strada.

Multa tutor autostrada

Cosa fare se si transita ad una velocità media superiore a quella consentita dal tutor autostradale e si riceve la notifica della sanzione amministrativa? In questo caso si potrà fare ricorso presso il Giudice di Pace territorialmente competente, cercando di trovare eventuali vizi nella multa.

Si potrà, ad esempio, contestare la tardività della notifica o ancora l’errata lettura del veicolo, oppure la mancata segnalazione preventiva. Ad ogni modo si dovranno rispettare i termini perentori per la proposizione del ricorso. Chi volesse contestare la multa, ha 30 giorni di tempo dalla notifica della stessa per iscrivere al ruolo il ricorso presso la cancelleria del Giudice di Pace, dietro pagamento del contributo unificato.

A seguito della sentenza della Corte di Appello di Firenze che ha visto soccombere Autostrade per l’Italia contro l’azienda Craft, i tutor sono stati momentaneamente spenti in attesa di venire sostituiti con un nuovo sistema diverso da quello attuale.

Pubblicato il 9 July 2018
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