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Volano bimassa: ecco spiegato cos’è e a cosa serve

Come funziona? Cura & Manutenzione
Pubblicato il 22 January 2019
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Cos’è il volano bimassa e su quali veicoli è presente? Cerchiamo di scoprire di più.

Conoscere le componenti meccaniche della propria auto è importante per verificare il corretto funzionamento della vettura. Scopriamo cos’è il volano bimassa e su quali veicoli è presente.

Volano auto

Le componenti meccaniche delle nostre vetture sono numerose e spesso sconosciute. Tra gli elementi di particolare rilevanza presenti sui veicoli dotati di motore diesel, il volano bimassa è uno dei più importanti.

Quando parliamo di volano auto intendiamo un componente dall’aspetto simile ad un disco, realizzato in acciaio, ghisa o alluminio, posizionato tra l’albero del motore e quello del cambio.

La sua funzione principale è quella di accumulare la coppia in eccesso del motore per restituirla allo stesso, così da far girare regolarmente il propulsore. Altra funzione del volano auto è quella di ridurre le vibrazioni provenienti dal motore, così da aumentare il comfort di guida ed ottenere una maggiore elasticità del propulsore.

Volano frizione

Il volano frizione viene definito monomassa qualora questo sia realizzato in un unico blocco; mentre si parla di volano bimassa quando questo dispositivo è realizzato con due semisfere unite.

La funzione del volano è quella di assorbire l’energia cinetica accumulandola e restituendola durante il moto.

Al momento dell’accensione della vettura, il volano bimassa raggiunge un numero di giri predeterminato così da garantire la regolarità del propulsore e le due sfere dello stesso ruotano, con un moto sincronizzato, una agganciata all’albero motore e l’altra sul disco frizione.

Il volano secondario, o semisfera collegata al disco frizione, si aggancia con delle ruote dentellate in modo da non perdere il contatto e, grazie alla presenza di una molla lungo tutta la circonferenza del disco, evita sconnessioni provocate dagli urti.

Differenza tra volano monomassa e volano bimassa

Dopo l’introduzione generale relativa al volano motore ed al suo funzionamento, è giunto adesso il momento di spiegare la differenza tra volano monomassa e volano bimassa.

Come detto, il volano motore è un componente la cui funzione è quella di accumulare energia cinetica durante la fase di scoppio o di combustione e restituirla nelle 3 fasi di aspirazione, compressione e scarico.

Per svolgere questo compito, la massa del volano si aggira nell’ordine di decine di chilogrammi e, in generale, aumenta al crescere della cilindrata e della coppia del motore. Un volano leggero, quindi, assorbirà meno potenza dal motore ma non garantirà la stessa regolarità di uno più pesante nel far girare il propulsore.

L’evoluzione delle vetture, e soprattutto la presenza di motori sempre più potenti, ha fatto sorgere problemi di rumorosità del volano dovuta alle aumentate vibrazioni dell’albero motore.

Per risolvere questa problematica è stato introdotto il volano bimassa. Questo dispositivo presenta un peso pressoché simile a quello del volano monomassa, ma è diviso in due componenti collegate tra loro tramite molle elastiche che contribuiscono ad eliminare quasi totalmente le vibrazioni del motore.

Volano bimassa: funzionamento

Volendo quindi spiegare nuovamente cos’è il volano bimassa, con questa definizione si intende un disco costituito da due masse circolari nominate volano primario e volano secondario. Il primo è avvitato all’albero motore ed è provvisto di una corona dentata, mentre il secondo interagisce con la frizione e trasmette la coppia motrice modulata.

Grazie al volano bimassa si riescono ad attutire le vibrazioni al di sotto del regime minimo del motore, riuscendo così ad avere un comfort di guida migliore, un innesto più fluido delle marce ed una elasticità superiore del propulsore.

Purtroppo il volano bimassa non comporta solo vantaggi, ma anche alcuni svantaggi legati sia al costo che alla maggior delicatezza.

Cosa succede se si rompe il volano

Per capire se un volano bimassa è danneggiato si devono prendere in considerazione alcuni sintomi. In primo luogo, se si avverte uno strappo durante il rilascio della frizione in fase di partenza, oppure se si percepisce un rumore diverso proveniente dalla frizione quando il cambio è in folle o in marcia o ancora se si avvisa un effetto strascico nel rilasciare la frizione, questi sono tutti segnali che indicano un danneggiamento del volano bimassa.

La durata della componente, inoltre, dipende anche dalla quantità di chilometri che si è soliti percorre. Vetture con un alto chilometraggio, infatti, saranno soggette meno spesso a rotture rispetto ad altri veicoli dalla percorrenza chilometrica inferiore e questo perché, specie nei tragitti prevalentemente cittadini, si effettuano maggiori accensioni e spegnimenti del motore.

In media la durata di un volano bimassa è di circa 80 mila chilometri ed in caso di rottura la sua sostituzione è necessaria oltre che piuttosto onerosa.

Pubblicato il 22 January 2019
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