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Ecco il piano di Ferrari per la sostenibilità ambientale

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Pubblicato il 4 November 2023
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Nonostante le supercar siano solitamente slegate da concetti di sostenibilità, Ferrari è in prima linea nel contenimento della C02

Dici Ferrari e immediatamente pensi a un’auto di lusso riservata a pochi eletti e costruita con i materiali più ricercati, senza tenere conto minimamente dell’impatto sull’ambiente. Le apparenze, quasi sempre, ingannano: per fortuna la realtà dei fatti è molto diversa e la sostenibilità riguarda vari processi della produzione e un marchio di nicchia come quello di Maranello che ha una produzione limitata e circoscritta in un’area ben definita può essere avvantaggiato rispetto a case automobilistiche che costruiscono vetture e le commercializzano su larga scala. Il tutto è certificato nel bilancio di sostenibilità del 2020 della Ferrari: la totalità dei processi produttivi è certificata ISO 14001, quasi il 100% dell’energia non prodotta in azienda deriva da fonti rinnovabili e certificate e le emissioni complessive dei nuovi bolidi sono più basse del 35% rispetto a quelle delle auto vendute nel 2007 anche se le vendite sono aumentate del 40%. La casa di Maranello è riuscita a centrare questi obiettivi attraverso una strategia precisa intrapresa già da alcuni anni.

Bassissimo impatto sull’ambiente

Prima di passare in rassegna i vari accorgimenti a favore della sostenibilità ambientale adottati dalla casa emiliana, è doveroso ricordare che una Ferrari, più che un’auto, è un vero e proprio oggetto di culto, da usare solo in determinate occasioni: il numero minore di chilometri percorsi, rispetto alle vetture comuni, le permettono di contenere le emissioni. In più l’impatto ambientale da smaltimento è praticamente nullo: a nessuno verrebbe mai in mente di rottamare una rossa di Maranello, a meno di un incidente che la renda irrecuperabile. Come se non bastasse, la Ferrari rientra nella categoria di produttori di piccoli volumi, anche se nel 2019, per la prima volta, ha superato la soglia delle 10.000 unità sfornate: grazie a questo status vengono applicati parametri meno restrittivi per le emissioni delle proprie auto nella quasi totalità dei mercati mondiali.

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Bolidi sempre più leggeri ed efficienti

Le vetture di Maranello di nuova generazione sono più performanti ed efficienti rispetto a quelle del passato: il contenimento del peso e degli attriti, i miglioramenti dell’aerodinamica, i motori ibridi e il servosterzo elettrico hanno dato una consistente accelerata alla riduzione delle emissioni dei nuovi bolidi. Stando ai dati del rapporto Ferrari, le 9.119 auto vendute nel 2020 hanno totalizzato un volume di emissioni di CO2 più basso del 12% rispetto a quello delle 7.255 unità del 2014, sfiorando le previsioni iniziali che puntavano a una riduzione del 15%. L’obiettivo non è stato centrato per i rallentamenti nella produzione a causa della pandemia, specialmente per quanto riguarda la SF90 Stradale, la prima “rossa” ibrida plug-in che avrebbe dovuto garantire la maggiore riduzione delle emissioni. Infine l’impiego, a partire dal 2015, del sistema start&stop sulle berlinette a motore posteriore quali la 488 e le seguenti evoluzioni, ha contribuito a contenere del 6% le emissioni secondo i parametri del nuovo ciclo di omologazione WLTP.

Meno emissioni in fabbrica e in pista

Il volume complessivo di emissioni di CO2-equivalenti (un sistema di misurazione che equipara le emissioni non-CO2 a quelle di anidride carbonica al fine di ottenere un parametro universale) dichiarato da Ferrari per il 2020 per le fabbriche di Maranello e Modena e il circuito del Mugello ammonta a 88.380 tonnellate, valore più basso della media degli anni precedenti, sempre superiore a quota 90mila. Nel rapporto, l’azienda sottolinea che il calo è dovuto allo stop di sette settimane per la pandemia, che ha fermato a 9.119 unità la produzione dopo aver raggiunto, nel 2019, la cifra record di 10.131 vetture. I numeri, però, dicono anche che negli ultimi cinque anni le emissioni complessive si sono ridotte nonostante il continuo aumento della produzione.

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Le certificazioni ambientali

La svolta a favore dell’ambiente è iniziata nel 2001, quando Ferrari si è vista riconoscere la certificazione ISO 14001 per gli impianti di Maranello e Modena, rinnovato nel 2016, mentre il circuito del Mugello ha conseguito e rinnovato la certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001 ed EMAS (Eco-Management and Audit Scheme). L’autodromo toscano, nel 2020, è stato il primo al mondo a ottenere la certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi.

Energia “pulita” con il trigeneratore di Maranello

L’impianto di trigenerazione a gas metano, inaugurato nel 2009, al momento produce in maniera autonoma l’81% del fabbisogno di energia elettrica della fabbrica di Maranello oltre all’acqua calda e fredda necessaria ai vari processi; le fonti rinnovabili, invece, tra le quali quella solare e l’energia certificata proveniente dall’esterno, assicurano il rimanente 19%. Il primo impianto a pannelli solari risale al 2008 ed è stato ampliato nel 2011 e nel 2015; “pulita” anche l’energia elettrica acquistata da Ferrari: a partire dal 2014 anch’essa può contare su certificati di garanzia sull’origine da fonti rinnovabili.

Meno sprechi di acqua e di rifiuti

Per contenere l’impatto sull’ambiente, all’abbassamento delle emissioni delle vetture e dei processi produttivi, si aggiungono altri accorgimenti, come l’impiego delle risorse e la conseguente riduzione degli sprechi, a partire dalle materie prime principali come l’alluminio, presente in grandi quantità nei bolidi Ferrari: gli scarti dei processi di produzione vanno alla fonderia dove vengono fusi e riutilizzati. Nel 2020 il totale dei rifiuti ha toccato quota 9.785 tonnellate, il 12% in meno rispetto al 2019, complice anche il rallentamento della produzione per la pandemia; ma i vertici di Maranello stanno lavorando su nuove procedure per ridurre i materiali di scarto in varie fasi della produzione, seguendo l’esempio di altre case automobilistiche. Infine per quanto riguarda l’acqua, sono state adottate due soluzioni: un nuovo impianto di raffreddamento del Centro Tecnico che ne riduce il consumo e uno per la raccolta e il riutilizzo di quella piovana e della condensa dei sistemi di condizionamento.

Pubblicato il 4 November 2023
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