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Storia della Porsche 911, sportiva dal fascino immutabile

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Pubblicato il 6 February 2018
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Leggi la storia del cavallo di battaglia della casa tedesca.

La Porsche 911, con la sua lunga storia, è senza ombra di dubbio una delle sportive diventate ormai una icona nel mondo automobilistico. Le sue linee, rimaste pressoché immutate dall’ormai lontano 1963, sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica della casa di Stoccarda, e il suo comportamento su strada ha conquistato i cuori di tutti gli amanti dei motori. La storia della Porsche 911 è affascinante e ricca di curiosità. Proprio il nome della vettura, ormai un simbolo universale, avrebbe dovuto essere diverso. Quando, infatti, la Porsche presentò la sua ultima creatura al Salone di Francoforte del 1963, questa venne battezzata 901, ma solo pochi mesi dopo i vertici della Porsche furono costretti a modificare il nome in 911, poiché Peugeot aveva già registrato tutte le sigle con lo “zero” in mezzo.

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La più antica Porsche 911 conservata al Porsche Museum di Stoccarda: si tratta della Porsche n. 57 assembrata nell’ottobre del 1964.

Porsche 911: una storia fatta di tecnica e design

Corretto il nome di battesimo, la Porsche 911 entrò nella storia. Il design della coupé fu opera di Ferry Porsche, che volle creare una vettura sportiva ma con quattro posti. In realtà la seduta posteriore non è mai stata un simbolo di comodità, e per questo motivo la Porsche 911 venne presto definita una 2+2. Non è stato solo il design della vettura e decretarne il successo, ma anche le soluzioni tecniche adottate. La storia della Porsche 911, infatti, è saldamente legata alla scelta di adottare un motore divenuto una vera e propria icona per la casa tedesca, ovvero il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e montato a sbalzo sull’asse posteriore dalla cilindrata di 2 litri.

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Altre soluzioni tecniche d’avanguardia furono le sospensioni a quattro ruote indipendenti con barra di torsione, i freni a disco, il cambio a quattro marce, con la quinta optional, e un peso leggermente superiore ai 1000 kg per una potenza di ben 130 cavalli. La Porsche 911 ha fatto storia anche per l’impegno richiesto nella guida al limite. Proprio la disposizione a sbalzo del motore montato posteriormente rendeva l’anteriore troppo leggero, e la leggenda narra che i proprietari erano soliti inserire nel bagagliaio dei sacchi di sabbia per ottenere una migliore stabilità.

Dalla Porsche 911 S alla Porsche 911 Targa: storia di un mito

Il successo della Porsche 911 è immediato e dopo soli 3 anni dal lancio, nel 1966, la casa di Stoccarda fa debuttare sul mercato la 911 S, che si distingue dalla primogenita per un aumento di potenza del motore sino a 160 cavalli. L’anno successivo viene realizzata la Porsche 911 R, prodotta in appena 20 esemplari e caratterizzata non solo da un propulsore twin spark dotato di ben 210 cavalli, ma anche dalla notevole riduzione di peso dovuta all’adozione delle portiere in alluminio e del carter in magnesio. La Porsche 911 è entrata nella storia anche grazie alla versione Targa. Presentata al mondo nel 1965, questa versione si caratterizzava per la presenza del roll bar fisso che consentiva di rimuovere agevolmente il tettuccio per poter viaggiare con il vento tra i capelli.

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Porsche 911 Carrera 4S Coupé e Porsche 911 2.0 Coupé 1964)

Questa configurazione si diffuse rapidamente negli USA negli anni ‘60 soprattutto per questioni economiche. Con l’adozione delle scocche autoportanti, infatti, il tetto era ormai divenuto un elemento strutturale della vettura e, per evitare di diminuire la rigidità torsionale della stessa e ridurre così i costi di produzione di un pianale dedicato, si scelse di adottare un traverso superiore al quale collegare il tettuccio rimovibile. Una curiosità: la denominazione “Targa” fu adottata dalla Porsche per omaggiare la vittoria di Umberto Maglioli al volante della Porsche 550 Spyder alla Targa Florio, che segnò il primo successo della casa di Stoccarda in una gara internazionale valida per il Campionato Mondiale Vetture Sport.

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Porsche 911 S 2.7 Coupé del 1974

Porsche 911 Turbo: la storia continua

Nel raccontare la storia della Porsche 911, non si può non parlare della gloriosa 911 Turbo. Presentata al mondo nel 1975, la vettura di Stoccarda entra nella leggenda per essere la prima Porsche dotata di motore sovralimentato. Il design della Porsche 911 Turbo è aggressivo, al pari delle sue prestazioni. I passaruota, infatti, vennero ridisegnati per ospitare pneumatici di dimensioni maggiorate, mentre per garantire una migliore stabilità i tecnici tedeschi adottarono un enorme spoiler posteriore ed uno splitter anteriore più ampio. Il cuore pulsante della Porsche 911 Turbo era il 3 litri sovralimentato con turbocompressore dotato di basamento in alluminio, cilindri in Nikasil ed iniezione meccanica. Le prestazioni erano di tutto rispetto, visto che per raggiungere i 100 Km/h bastavano appena 6,5 secondi e la velocità massima era di 251 Km/h. La presenza del turbocompressore era all’origine dell’improvvisa e furiosa esplosione di potenza che richiedeva un grande manico a chi si trovava alla guida della vettura. La Porsche 911 Turbo venne aggiornata nel 1978, quando fu adottato un motore di 3.3 litri di cilindrata dotato di iniezione elettronica che garantiva una potenza di 300 cavalli, e che si contraddistingueva per il particolare disegno dell’alettone posteriore maggiorato per consentire l’inserimento dell’intercooler.

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Porsche 911 Turbo

Porsche 911 SC: la storia della SuperCarrera

La storia della Porsche 911 si conclude con un altro modello che ha segnato il percorso della casa di Stoccarda, la 911 SC. La vettura fu presentata nel 1977 e le due lettere SC indicavano la dicitura SuperCarrera. La Porsche 911 SC fu introdotta come modello entry level nella gamma della casa tedesca e andava a sostituire tutte le vetture non dotate di motore turbo, ovvero la standard, la S e la Carrera. Nonostante si trattasse del modello di ingresso, le prestazioni della Porsche 911 SC non erano affatto sbiadite. Il motore di 3 litri garantiva una velocità massima di 233 Km/h e i 100 Km/h si raggiungevano in appena 6,3 secondi.

La Porsche decise di introdurre la 911 SC in vista dell’ingresso in listino della 928. Secondo i vertici di Stoccarda la 928 avrebbe dovuto rimpiazzare la 911, ma le prestazioni e il carattere della Porsche 911 erano ormai talmente impresse nella mente e nel cuore degli appassionati, mentre le vendite non accennavano a diminuire, che il management tedesco fu costretto a ricredersi e decise di proseguire la produzione della 911. In seguito, numerosi furono gli aggiornamenti del modello diventato ormai simbolo della casa di Stoccarda. La Porsche 911 SC del 1981 vide aumentare la potenza del motore a 204 cavalli, mentre nel 1984 debuttò sul mercato la Porsche 911 Carrera 3.2 caratterizzata dalla cilindrata di 3164 cm³, dall’alimentazione a iniezione elettronica e da una potenza di 231 CV.

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Porsche 911 SC 3.0 (1978-79)

Serie 964-991: la storia della Porsche 911 continua

Cinque anni dopo, il mondo vide l’arrivo della Porsche 911 serie 964, caratterizzata da un design profondamente rivisto specie nella fanaleria posteriore, che avvolgeva con una fascia di colore rosso il retrotreno della vettura, e nella presenza di un innovativo alettone a scomparsa a comando elettrico integrato nel cofano posteriore. Nel 1993 la Porsche realizzò l’ultima 911 caratterizzata dal motore raffreddato ad aria, la serie 993, oltre che dal disegno dei fanali anteriori più inclinato e da un nuovo cinematismo delle sospensioni che garantiva una fantastica aderenza su strada. Anche in questo caso, il boxer della Porsche 911 ricevette un aggiornamento importante. Il 6 cilindri tedesco di 3,6 litri era infatti capace di erogare sulle ruote posteriori una potenza di 272 cavalli che garantiva il raggiungimento della velocità massima di ben 296Km/h.

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Porsche 911 Carrera 4 (1989-93

La storia della Porsche 911 vede poi un passaggio fondamentale nel 1997, quando fu svelata al mondo la serie 996, prima Porsche 911 dotata di motore raffreddato ad acqua. La 996 era spinta da un propulsore sei cilindri boxer di 3,4 litri con 4 valvole per cilindro e 296 cavalli di potenza. I puristi del marchio, tuttavia, non amarono mai del tutto il nuovo modello, complice non tanto l’abbandono del motore raffreddato ad aria, quanto i pesanti interventi estetici all’anteriore che avevano stravolto l’originale disegno tondo dei fanali per introdurre un design ad ogiva mai del tutto digerito.

Le critiche degli aficionados del marchio furono recepite a Stoccarda, e nel 2005 la 996 lasciò il posto alla Porsche 911 serie 997, caratterizzata dal ritorno ad un disegno maggiormente in linea con la tradizione della casa tedesca e dal ritorno ai fari tondi, elemento caratterizzante della Porsche 911. Il successo della nuova vettura fu immediato e il modello del 2005 è stato successivamente sostituito nel 2011 dalla nuova Porsche 911 serie 991 dotata di propulsore da 3.4 litri e da 350 CV, nella versione Carrera, e di 3.8 litri e 400 CV, nella versione Carrera S. Il modello 991 è entrato a far parte della storia della Porsche 911 per l’adozione, per la prima volta su una vettura di serie, di un cambio manuale a sette marce.

 

Pubblicato il 6 February 2018
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