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Il funzionamento dell’aria condizionata dell’auto

Cura & Manutenzione Come funziona?
Pubblicato il 15 January 2018
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Scopriamo insieme il funzionamento del condizionatore auto, dal compressore al filtro e al fluido refrigerante.

Per comprendere come funziona l’aria condizionata dell’auto è necessario partire da un principio elementare: quando un liquido si trasforma in gas assorbe calore, e viceversa quando un gas diventa liquido lo rilascia. Quindi il condizionatore dell’auto non produce aria fredda ma sottrae aria calda dall’abitacolo. In quest’ottica il funzionamento dell’aria condizionata risulta abbastanza semplice: l’aria calda presente all’interno dell’abitacolo viene raffreddata nel momento in cui fa ingresso nell’evaporatore, all’interno del quale circola un liquido freddo. A mettere in circolazione il fluido all’interno dell’impianto condizionante è il compressore, il quale agisce sul fluido in maniera molto simile ad una pompa. Dall’azione del compressore il fluido passa al condensatore, dove si liquefà, prima di essere inviato in un serbatoio, all’interno del quale vengono trattenute impurità e umidità. A questo punto il liquido viene vaporizzato rinfrescando l’aria circostante. L’impianto di condizionamento dell’auto può ovviamente essere utilizzato in qualsiasi stagione dell’anno. È lo strumento dell’auto più sfruttato d’estate, il cui utilizzo, se corretto può condurre ad una refrigerazione molto veloce. Per utilizzare al meglio l’impianto dell’aria condizionata dell’auto basterà, una volta entrati nell’abitacolo, aprire qualche minuto i finestrini per consentire il cambio dell’aria e subito dopo tenere l’aria accesa col riciclo per 5 minuti. Dopodiché è possibile godere dell’aria fresca per tutto il tempo necessario. È importante ricordare che occorre ricaricare periodicamente il gas refrigente che si trova nel circuito del condizionatore, perché in caso contrario si va incontro a un calo di efficienza.

L’importanza del compressore dell’aria condizionata

Il compressore dell’aria condizionata ha lo scopo di comprimere, come farebbe la pompa di una bicicletta con l’aria, il gas che fuoriesce dall’evaporatore. In passato a palette o a pistoni, l’impianto di compressione odierno è sempre a pistoni con cilindrata variabile. La cilindrata variabile del compressore consente all’impianto di assorbire una potenza dal motore proporzionale a quella necessaria a refrigerare l’auto. In questo modo è possibile ottimizzare i consumi, spendendo solo la potenza necessaria. Tutti i tipi di compressori sono collegati al motore mediante un’elettrofrizione: il rumore dell’azionamento del condizionatore è proprio quello della frizione che si collega al motore.

Il filtro dell’aria condizionata, cos’è e quando sostituirlo

Quando l’aria condizionata dell’auto ha un odore sgradevole allora il problema potrebbe essere il filtro antipolline, detto semplicemente filtro dell’aria condizionata. Questo piccolo dispositivo ha il compito di filtrare l’aria prima di raffreddarla. La filtrazione dell’aria si rende necessaria perché l’impianto di refrigerazione, per sua stessa natura agevola la proliferazione di batteri, germi e acari che emanano cattivi odori. Di solito prima di cambiare il filtro antipolline basta utilizzare dei prodotti specifici che hanno il compito sia di eliminare i cattivi odori che di pulire i vari elementi del circuito dell’impianto. Infatti, oltre che a causa della proliferazione di germi e batteri all’interno del filtro, il cattivo odore emanato dall’aria condizionata potrebbe dipendere anche dall’otturazione o dal malfunzionamento dello scarico della condensa, così come da un eccesso di batteri all’interno dell’evaporatore. Infine, ci sono molti articoli diversi che possono aiutare per la manutenzione dell’aria condizionata.

Pulizia filtro

Come evitare il formarsi di odori sgradevoli nell’impianto di condizionamento

Per scongiurare l’insorgere di cattivi odori, basta prendere alcune precauzioni e seguire pochi semplici suggerimenti, eseguendo periodicamente la manutenzione dell’impianto dell’aria condizionata. Buona norma, per evitare ristagni di germi e batteri, è quella di far andare il riscaldamento al massimo prima di spegnere il motore: quest’azione è molto efficace per impedire la formazione di muffe nell’evaporatore, perché l’aria calda è utile ad asciugare le parti eventualmente inumidite all’interno dell’impianto. Se invece, già si avvertono cattivi odori è utile, prima di spegnere il motore disattivare l’aria condizionata e far partire la ventola al massimo della sua potenza: in questo modo si impedisce alla condensa di ristagnare. Quando il problema è nello scarico della condensa un metodo efficace per liberarlo è utilizzare l’aria compressa e subito dopo disinfettare e sanificare i circuiti dell’impianto per rimuovere eventuali residui. In questo caso è comunque consigliabile rimuovere e sostituire il filtro del condizionatore. Quando il problema non si risolve in questo modo allora significa che si è protratto per troppo tempo, quindi ormai è tardi per tentare interventi fai da te. Sarà necessario intervenire direttamente sull’evaporatore, il quale va smontato meccanicamente e ripulito da muffe e germi.

Pubblicato il 15 January 2018
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