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Trazione anteriore, posteriore, doppia e integrale: scopriamo le differenze

Come funziona? Cura & Manutenzione
Pubblicato il 16 July 2019
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Vediamo tutte le differenze tra i vari tipi di trazione esistenti.

Il variegato mondo automotive propone sul mercato una notevole varietà di vetture caratterizzate non solo da differenti tipologie di carrozzerie, ma anche da diverse scelte tecniche. Tra queste, una delle più comuni, è la trazione, ovvero il tipo di trasmissione della forza motrice di un veicolo che dal motore viene inviata alle ruote.

La soluzione più comune, adottata sulla maggioranza delle vetture in commercio, è la trazione anteriore, mentre la trazione posteriore è tipica delle vetture sportive. La trazione integrale, infine, è invece dedicata a quei veicoli utilizzati prevalentemente su terreni accidentati. Scopriamo meglio le differenze.

Trazione anteriore

Quando si parla di trazione anteriore si intende tutta quella tipologia di automobili che utilizzano le ruote anteriori per trasmettere la forza motrice. Pioniera in questa tecnologia è stata la Citroen con la Traction Avant degli anni trenta.

Tra i vantaggi offerti dalla trazione anteriore si riscontra in primo piano un minor peso rispetto ad una vettura dotata di trazione posteriore o trazione integrale. La minor incidenza sulla bilancia è dovuta all’assenza dell’albero di trasmissione fondamentale per trasmettere il moto dal propulsore alle ruote posteriori.

Altro vantaggio, poi, è dato dalla maggiore facilità di ripresa del controllo del veicolo in situazioni non estreme. Le auto a trazione anteriore, infatti, sono maggiormente sottosterzanti e consentono anche ai guidatori meno esperti di riuscire a controllare con più facilità la vettura.

Tra gli svantaggi propri della auto a trazione anteriore, invece, si segnala un diametro di sterzata maggiore rispetto a quelle dotate di trazione posteriore. Questo è dovuto alla presenza dei bracci di trasmissione sulle ruote motrici che limitano la direzionalità delle stesse in senso trasversale.

Infine, altro svantaggio della trazione anteriore è il maggior consumo degli pneumatici anteriori e, in presenza di vetture particolarmente potenti, la perdita di trazione in fase di accelerazione. In questo caso, a seguito del trasferimento di carico sull’asse posteriore, diminuisce l’aderenza su quello anteriore.

Trazione posteriore

Quando si parla di trazione posteriore ci si riferisce a tutte quelle vetture dove la ripartizione della potenza viene inviata esclusivamente all’asse del retrotreno indipendentemente da dove sia posizionato il motore dell’auto.

La trazione posteriore è una soluzione tecnica adottata prevalentemente sulle vetture sportive perché garantisce una migliore aderenza, specialmente in salita o in accelerazione, aumentando il carico sulle ruote posteriori. I guidatori maggiormente esperti apprezzano la trazione posteriore perché consente loro un migliore controllo della vettura.

Tra gli svantaggi della trazione posteriore si segnala la maggiore deriva del retrotreno, o al limite una perdita di aderenza, che porta al sovrasterzo in presenza di asfalto con poco grip o in caso di forti accelerazioni laterali. I guidatori più smaliziati potranno reagire a questi imprevisti utilizzando l’arte del controsterzo per far controllare la deriva della vettura. Altro svantaggio di un’auto dotato di trazione posteriore è dato dal maggior peso dovuto alla presenza dell’albero di trasmissione.

Trazione integrale

I veicoli dotati di trazione integrale sono tutte quelle vetture nelle quali la ripartizione della coppia motrice viene inviata a tutte e quattro le ruote. Solitamente questa scelta tecnica è riservata ai fuoristrada o ai SUV per consentire loro di affrontare con facilità i terreni sconnessi o con scarsa aderenza.

La trazione integrale può essere:

  • Differenziale, ovvero basata sui differenti tipi e numero di differenziali;
  • Part Time, ovvero la trazione è sempre inviata su un solo asse e solo quando richiesto viene trasmessa al secondo asse;
  • Full Time, ovvero permanente su tutte e quattro le ruote, ma tra i due assi è presente un differenziale che evita la formazioni di sforzi;
  • Frizione, ed in questo caso è presente un sistema che trasmette la trazione ad un asse, mentre il secondo asse viene azionato direttamente dal motore attraverso un sistema a frizione;
  • Idraulico, ovvero la trasmissione avviene permanentemente su un asse, mentre con un sistema idraulico a pompa e girante si ha la trasmissione sul secondo asse in modo costante e limitato.

L’inserimento della trazione integrale e dei eventuali blocchi dei differenziali può essere deciso dal conducente, autonomo oppure demandato all’elettronica di bordo che, grazie alla presenza di sensori, rileva la perdita di aderenza ed interviene ripartendo la coppia su tutte e quattro le ruote.

Trazione doppia

Il termine trazione doppia non è utilizzato di frequente, ma non si deve fare confusione perché con questo si intende la trazione su tutte e quattro le ruote motrici. Nello specifico, le vetture 4X4 si dividono in auto a trazione integrale permanente e auto a trazione integrale disinseribile. In queste ultime è il guidatore che può decidere di attivare la trazione doppia e questa scelta dipende da alcuni fattori: l’economia di guida e la tenuta di strada.

Un’auto a trazione integrale consuma di più di una con trazione sulle due sole ruote motrici per il maggior attrito derivante da più masse meccaniche in movimento, ma quando il fondo diventa particolarmente accidentato e privo di aderenza è il momento opportuno per innestare la doppia trazione.

 

Pubblicato il 16 July 2019
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