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Batterie auto elettriche: costo, funzionamento e smaltimento

Manutenzione AutoCura & Manutenzione
Pubblicato il 20 May 2020
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Il trend che vede la diffusione di auto elettriche è in crescita. Ma dove vanno a finire le batterie ? Proviamo a rispondere a questa domanda…

Il futuro degli spostamenti privati è destinato ad affidarsi all’auto elettrica. Ma c’è una domanda che in molti si sono già posti: dove andranno a finire, o meglio, come verranno smaltite le batterie delle auto elettriche nel momento in cui avranno perso di efficienza? Domanda lecita, soprattutto per il fatto che il trend che vede la diffusione di auto ad alimentazione elettrificata è in costante crescita e che presto o tardi ci metterà di fronte ad un’esigenza di smaltimento o riciclo completamente inedita.

INDICE
Come sono fatte le batterie delle auto elettriche
Costo batterie auto elettriche
Smaltimento batterie auto elettriche

Le batterie delle macchine elettriche sono una componente essenziale perché garantiscono, a seconda della loro potenza, valori più o meno elevati di autonomia.

I costruttori hanno adottato differenti tipologie di batterie e l’evoluzione tecnologica è in continua evoluzione. Vediamo i modelli più comuni.

Le batterie al piombo funzionano grazie a un anodo di piombo e un catodo di perossido di piombo immersi in una soluzione contenente acido solforico. Queste non sono più utilizzate per le moderne auto elettriche, ma si trovano ancora come supporto ai motori di avviamento e per la gestione elettrica delle vetture ad alimentazione tradizionale.

Altra categoria di batterie delle auto elettriche, ormai in disuso, è quella delle batterie al nichel-metallo idruro nelle quali l’anodo è composto da una lega metallica, mentre il catodo è in nichel. Il punto debole di queste batteria è l’effetto memoria, ossia la perdita della capacità di ricarica della batteria a seguito di ricariche parziali.

Le più comuni batterie presenti sulle auto elettriche sono quelle agli ioni di litio. Queste sono piuttosto compatte e leggere e generano maggiori quantità di energia elettrica rispetto ed a differenza della tipologia elencata in precedenza non necessitano di cicli di carica e di utilizzo completi. Purtroppo, però, queste batterie lavorano correttamente soltanto in un range ristretto di temperature che va da -10° a +30° C.

Infine sono presenti in commercio anche le batterie allo stato solido che sfruttano una sostanza solida anziché liquida come elettrolita grazie alla quale è stato possibile aumentare la capacità di generare energia rispetto alle dimensioni. Queste batterie presentano dimensioni più compatte, a tutto vantaggio del peso dell’auto e riescono a contenere meglio le temperature rispetto a quelle agli ioni di litio.

Il mercato delle auto elettriche non è riuscito ancora ad esplodere non solo per la diffidenza dei consumatori nei confronti di questa tecnologia, ma anche per i prezzi delle vetture particolarmente elevati.

La ricerca tecnologica e gli investimenti che stanno compiendo i costruttori porteranno certamente ad una riduzione dei prezzi di listino dei prossimi anni.

Uno dei dubbi relativo alle auto a zero emissioni riguarda anche il costo delle batterie delle auto elettriche. Se le batterie si dovessero danneggiare fuori dal periodo di garanzia si può essere costretti ad un vero e proprio salasso.

Sostituire la batteria della Smart EQ da 17,6 kWh può costare fino a 9.000 euro, mentre compiere la stessa operazione per una Mercedes EQC da 80 kWh può arrivare a costare fino a 40.000 euro.

Lo smaltimento batterie auto è un procedimento che rischia di tramutarsi in un boomerang per tutti i costruttori impegnati nell’elettrificazione della gamma.

In Italia sono presenti aziende, come la COBAT e la CNR di Firenze, che provvedono allo smaltimento del litio e di tutte le sostanze nocive contenute negli accumulatori come il manganese o il cobalto.

Ovviamente questo processo comporta dei costi importanti e per questo motivo in molti stanno regalando una nuova vita alle batterie esauste delle auto elettriche.

Nello specifico, in alcuni esercizi commerciali queste vengono adottate per alimentare i dispositivi elettrici mentre in alcuni Paesi, come il Giappone, le batterie esauste sono state utilizzate per alimentare i lampioni dell’illuminazione stradale.

Un costruttore come Renault, invece, ha deciso di riutilizzare le batterie della Zoe per alimentare un battello elettrico dedicato alle crociere private o professionali sulla Senna.

Più che di smaltimento, quindi, è più corretto parlare di riutilizzo delle batterie elettriche dato che queste continuano a funzionare con una capacità di accumulo ridotta.

 

Pubblicato il 20 May 2020
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