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Pneumatici ricostruiti: cosa sono, come riconoscerli e la loro efficienza

Manutenzione Auto Cura & Manutenzione
Pubblicato il 9 July 2018
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Se il cambio delle gomme richiede una spesa impegnativa, ci si può affidare agli pneumatici ricostruiti

Quando ci si trova a dover effettuare il cambio di tutte e quattro le gomme della propria auto, può capitare di dover affrontare una spesa impegnativa che rischia di alleggerire notevolmente il portafoglio.

Da qualche tempo, tuttavia, è possibile optare per la sostituzione delle gomme con pneumatici ricostruiti. Vediamo insieme cosa sono e quale tipo di vantaggi offrono.

Pneumatici ricostruiti: cosa sono

Quando parliamo di pneumatici ricostruiti intendiamo gomme munite di un battistrada totalmente consumato, che vengono appunto ricostruite, mediante l’applicazione di un nuovo battistrada. Questa tipologia di pneumatici non deve essere confusa con quella delle gomme rigenerate che invece si caratterizzano per la presenza di un battistrada consumato a cui viene applicato un nuovo strato di gomma.

Pneumatici rigenerati: come riconoscerli

Per sapere se si stanno acquistando pneumatici ricostruiti si deve verificare la presenza dell’omologazione agli standard europei.

Sarà quindi necessario verificare che:

  • sul fianco della gomma sia stampato il codice 108 R e sia presente la lettera “E” posizionata all’interno di un cerchio seguita da una cifra a sei numeri;
  • sia stampata la sigla “Ricostruito” o “Retread”, oltre al nome del ricostruttore, alla settimana e all’anno di ricostruzione.

Pneumatici ricostruiti 4X4

Spesso, di fronte alla scelta di acquistare o meno pneumatici ricostruiti per la propria vettura a quattro ruote motrici, ci si lascia spaventare credendo che questi pneumatici non offrano lo stesso livello di aderenza e presa di un modello costruito ex novo.

Tale considerazione è sbagliata. Se gli pneumatici ricostruiti per fuoristrada sono regolarmente omologati, le loro prestazioni sono identiche a quelle un modello nuovo.

Pneumatici invernali ricostruiti

Se per gli pneumatici estivi ricostruiti la regola è quella di verificare l’omologazione e non lasciarsi attrarre da offerte eccessivamente scontate tipiche di uno pneumatico di scarsa qualità, per quanto riguarda gli pneumatici invernali ricostruiti è di fondamentale importanza la profondità del battistrada che possa garantire un’aderenza in condizioni di asfalto viscido.

La differenza tra pneumatici ricostruiti e nuovi riguarda la profondità del battistrada che nel secondo caso è di circa 8-10 mm, mentre nel primo è decisamente inferiore.

Pneumatici ricostruiti: sono sicuri?

Il più grande dubbio quando si deve affrontare la scelta se acquistare pneumatici ricostruiti o meno, riguarda la loro sicurezza.

Gli pneumatici ricostruiti sono sicuri perché vengono sottoposti agli stessi controlli di uno pneumatico nuovo. I costruttori non metteranno in commercio modelli potenzialmente pericolosi o di scarsa qualità, ma per essere certi che gli pneumatici ricostruiti siano all’altezza di quelli nuovi è fondamentale controllare la presenza della sigla dell’omologazione sulla spalla degli stessi.

Ovviamente gli pneumatici ricostruiti hanno un prezzo inferiore rispetto a quelli nuovi. In media si può risparmiare un buon 30% rispetto ad un prodotto non ricostruito, ma è anche possibile trovare sconti ancora più allettanti. Bisogna in ogni caso evitare di spendere poco per avere poco. Fate attenzione alle offerte eccessivamente ribassate, è sempre meglio spendere qualcosa in più per avere un prodotto che garantisca sicurezza alla guida.

Pneumatici ricostruiti ecologici

Non è solo il prezzo uno dei vantaggi degli pneumatici ricostruiti, ma anche la loro eco sostenibilità. Per la produzione di un singolo pneumatico nuovo vengono consumati tra i 20 e i 28 litri di greggio, mentre per gli pneumatici ricostruiti servono circa 5,5 litri. Inoltre, con la ricostruzione, si preserva complessivamente circa l’80% del vecchio pneumatico, evitando così l’eliminazione anticipata in discarica.

Pubblicato il 9 July 2018
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