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Quando un’auto diventa d’epoca? Tutti i i vantaggi delle auto storiche

Storia dell'autoComprare & Vendere
Pubblicato il 22 February 2021
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Un’auto o una moto diventano d’epoca almeno 30 anni dopo la loro iscrizione all’interno del registri ASI, cioè l’anno della loro costruzione.

Le auto rappresentano e raccontano il panorama culturale del proprio periodo storico. Il design e l’evoluzione tecnologica sono soltanto gli elementi più importanti espressi dal mondo dell’automobile e per questa ragione, dopo un determinato periodo di tempo, una vettura viene definita auto d’epoca e tutelata come una vera e propria opera d’arte.

INDICE
Auto d’epoca: dopo quanti anni un’auto diventa storica?
Auto storiche: i benefici
Registro auto storiche
I vantaggi per le auto storiche
Auto d’epoca: le regole sulla revisionee

Per potersi parlare di auto d’epoca è fondamentale avere un riferimento temporale. Affinché si possa parlare di auto d’epoca il veicolo deve essere stato prodotto per lo meno 30 anni prima della sua iscrizione nel Registro ASI.

Gli anni di un’auto, però, non sono gli unici elementi fondamentali per ottenere lo status di vettura d’epoca perché l’auto deve essere stata mantenuta in stato decoroso e soprattutto in condizioni fedeli all’originale.

Riuscire ad ottenere l’iscrizione nel registro auto storiche comporta una serie di benefici per il proprietario. Ad esempio gli importi relativi alla tassa di possesso che per l’assicurazione saranno notevolmente ridotti rispetto ad una vettura non d’epoca, mentre il bollo andrà pagato solo nel caso in cui si decida di circolare con l’auto, mentre non dovrà essere corrisposto se di conserverà la vettura in garage. Anche l’importo richiesto per il bollo auto, però, avrà un importo irrisorio di poche decine di euro.

auto epoca usate
auto epoca usate

Per l’iscrizione di un’auto storica nell’apposito registro ASI  è necessario rivolgersi ad uno dei club presenti sul territorio e versare la quota associativa annuale pari a 41,32 euro. A seguito dell’iscrizione verranno consegnati il certificato d’identità, il certificato di rilevanza storica e collezionistica e la carta FIVA.

Il certificato d’identità è il documento tramite il quale sono indicati gli estremi identificativi delle auto storiche, la descrizione dello stato di conservazione o del restauro e le eventuali difformità rispetto al modello originale.

Il certificato di rilevanza storica è il documento necessario per la circolazione dei veicoli considerati di interesse storico e collezionistico.

La Carta FIVA è il documento di riconoscimento del veicolo contenente la fotografia, la datazione, gli estremi identificativi, la classificazione nonché l’annotazione delle eventuali difformità dallo stato d’origine riscontrate, secondo le norme del Codice Tecnico Internazionale FIVA vigente e, se necessario, la sintesi della storia del veicolo. Ha una validità pari a dieci anni e deve essere rinnovata al momento dell’eventuale cambio di proprietà del veicolo.

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Essere proprietario di un’auto storica comporta alcuni indubbi vantaggi da un punto di vista economico. Il costo dell’assicurazione è generalmente più basso rispetto ad una vettura moderna, non è prevista una classe di merito basata sul sistema bonus/malus ed in caso di vettura con più di 30 anni di età è prevista l’esenzione dal pagamento del bollo auto.

Le regole in materia di revisione di un’auto d’epoca sono identiche a quelle previste per le vetture contemporanee. Anche per i veicoli ultratrentennali si dovrà procedere alla revisione ogni due anni e si potrà effettuare questa operazione presso una officina autorizzata o presso la sede della Motorizzazione Civile.

Cose da sapere

Dopo quanti anni un’auto diventa storica?

Per potersi parlare di auto d’epoca è fondamentale avere un riferimento temporale. Affinché si possa parlare di auto d’epoca il veicolo deve essere stato prodotto per lo meno 30 anni prima della sua iscrizione nel Registro ASI.

Quali sono i vantaggi per i possessori di un’auto d’epoca?

Riuscire ad ottenere l’iscrizione nel registro auto storiche comporta una serie di benefici per il proprietario. Ad esempio gli importi relativi alla tassa di possesso che per l’assicurazione saranno notevolmente ridotti rispetto ad una vettura non d’epoca, mentre il bollo andrà pagato solo nel caso in cui si decida di circolare con l’auto, mentre non dovrà essere corrisposto se di conserverà la vettura in garage. Inoltre Il costo dell’assicurazione è generalmente più basso rispetto ad una vettura moderna.

Come funziona l’iscrizione al registro auto storiche?

Per l’iscrizione di un’auto storica nell’apposito registro ASI  è necessario rivolgersi ad uno dei club presenti sul territorio e versare la quota associativa annuale pari a 41,32 euro. A seguito dell’iscrizione verranno consegnati il certificato d’identità, il certificato di rilevanza storica e collezionistica e la carta FIVA.

Come funziona la revisione per le auto storiche?

Le regole in materia di revisione di un’auto d’epoca sono identiche a quelle previste per le vetture contemporanee. Anche per i veicoli ultratrentennali si dovrà procedere alla revisione ogni due anni e si potrà effettuare questa operazione presso una officina autorizzata o presso la sede della Motorizzazione Civile.

Pubblicato il 22 February 2021
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