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Comprare l’auto all’estero conviene?

Comprare & Vendere Acquisto Auto
Pubblicato il 15 January 2018
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In tanti scelgono di acquistare l’automobile fuori dai confini nazionali, dove spesso i prezzi sono più bassi, ma conviene davvero?

Comprare auto all’estero conviene davvero? Sì e no: dipende da diversi fattori, e non solo dal prezzo di listino. Chi si accinge ad acquistare un’auto all’estero è spesso attratto da un prezzo di partenza inferiore. Ad esempio, in Germania le case automobilistiche locali, come BMW, Mercedes e Audi, fissano prezzi più bassi rispetto all’Italia per le auto nuove; in più, a causa dei maggiori costi di manutenzione delle auto usate, l’acquirente interessato a un modello Made in Germany si troverà di fronte a una svalutazione più elevata sulle auto di seconda mano. In questi casi occorre confrontare il risparmio, che può essere di svariate migliaia di euro, con i costi aggiuntivi legati alla stipula della compravendita in un paese straniero. I principali sono:
– il trasporto del bene fino all’Italia, che può avvenire con o senza una targa provvisoria o definitiva, e quindi a rimorchio o in modo autonomo;
– il costo dei servizi offerti dalla concessionaria che eventualmente si occuperà di sbrigare tutte le pratiche burocratiche.

Immatricolazione dell’auto all’estero

Come immatricolare l’auto comprata in un paese straniero? Avendo alla mano tutti i documenti necessari, si può scegliere di immatricolare l’auto prima di effettuare il trasporto dal paese straniero, portare la targa all’estero e guidare l’auto immatricolata regolarmente fino in Italia. Altrimenti, un’auto non immatricolata può circolare solo se trainata da un veicolo regolarmente assicurato e immatricolato, oppure da una società di trasporti specializzata nel trasferimento di autoveicoli. Altra opzione è la targa straniera provvisoria, che andrà opportunamente sostituita con una targa definitiva una volta superati i confini nazionali.

Immatricolare un veicolo acquistato nell’UE

Cosa serve per immatricolare l’auto acquistata all’estero e iscriverla al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) come previsto dalla legge? Per veicoli importati da paesi appartenenti all’Unione Europea, nonché da Islanda, Norvegia e Liechtenstein, ci si può rivolgere allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), presentando come richiesto una serie di documenti come il documento d’identità dell’acquirente, il certificato di conformità europeo della vettura e il modello NP2C o NP2D a seconda che venga redatto o meno l’atto di vendita. Le tasse da pagare includono l’imposta provinciale di trascrizione e i costi per il rilascio di targhe, che possono variare a seconda della provincia di residenza e del tipo di veicolo, gli emolumenti ACI (27 euro) e il bollo per l’iscrizione al PRA (32 euro).

E per i veicoli importati dai Paesi extra-UE?

Per immatricolare vetture acquistate al di fuori dei confini dell’Unione Europea non è possibile rivolgersi al comodo Sportello Telematico dell’Automobilista, ma è obbligatorio sbrigare gli adempimenti amministrativi attraverso l’ufficio provinciale della Motorizzazione. Allo sportello verrà elencata la documentazione da presentare per iscrivere il veicolo al PRA, tra cui il documento d’identità dell’acquirente, il titolo di proprietà, il modello NP2D e la carta di circolazione rilasciata in Italia, da consegnare in forma di fotocopia. Qualche documento in più viene richiesto al cittadino straniero, come la traduzione del documento d’identità effettuata da un traduttore ufficiale e approvata dalle autorità diplomatiche.

IVA per l’acquisto auto all’estero: come funziona

Generalmente chi compra beni in qualunque Paese UE è tenuto a versare l’IVA nel paese in cui effettua l’acquisto. Per le autovetture si fa però un’eccezione e l’adempimento IVA va eseguito solo nel paese in cui la vettura sarà importata e immatricolata, ovvero in quello di residenza. Quando e come pagare l’IVA? Se l’automobile è nuova, l’imposta va pagata entro 10 giorni dall’acquisto del veicolo, e deve essere calcolata sul prezzo totale di acquisto del veicolo (inclusi optional, spese di consegna, etc.). Il pagamento va effettuato attraverso l’Agenzia delle Entrate. Se la vettura è usata e viene acquistata da un rivenditore titolare di Partita IVA, l’IVA deve essere pagata così come addebitata dal rivenditore secondo l’aliquota vigente nel paese estero. Chi acquista un’auto di seconda mano da un privato, invece, non è tenuto a pagare l’IVA né in Italia né all’estero. Se avete pagato l’IVA due volte, sia nel paese di acquisto che in quello di destinazione, potete richiedere un rimborso all’agenzia delle entrate del paese in cui avete effettuato la compravendita.

Pubblicato il 15 January 2018
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