Home \ Cura & Manutenzione \ Come funziona? \ Ecco cosa sono i sensori di parcheggio e come funzionano

Ecco cosa sono i sensori di parcheggio e come funzionano

Cura & Manutenzione Come funziona?
Pubblicato il 18 March 2018
Condividi
Funzionamento, montaggio, costo: tutto sui sensori di parcheggio.

Tra i vari optional che si sono fatti largo nel mondo automotive nel corso degli ultimi anni, i sensori di parcheggio sono stati quelli maggiormente apprezzati dagli automobilisti. Il moderno design delle vetture, soprattutto quello dei veicoli più ingombranti come i Suv,  ha reso sempre più difficile calcolare gli ingombri del proprio mezzo in fase di posteggio e, spesso, proprio in questa fase, si finisce col colpire accidentalmente ostacoli o altre automobili parcheggiate danneggiando o graffiando anche la propria. I sensori di parcheggio sono stati creati proprio per preservare la carrozzeria dell’automobile in questa fase delicata e si sono diffusi rapidamente fino a diventare un optional praticamente irrinunciabile.

Sensori di parcheggio: cosa sono

Quando parliamo di sensori di parcheggio, indichiamo un dispositivo composto da sensori posizionati sul paraurti anteriore e posteriore che emettono onde ultrasoniche quando intercettano l’ostacolo più vicino, inviando le informazioni ad una scheda elettronica. I sensori di parcheggio sono nascosti nei paraurti del veicolo, così da non intaccare il design della vettura, e nel momento della manovra emettono un segnale acustico che si fa maggiore o più insistente man mano che ci si avvicina all’ostacolo. I sensori di parcheggio si sono evoluti nel tempo fino a diventare uno dei più avanzati sistemi di assistenza alla guida.

Sensori di parcheggio: come funzionano

Il funzionamento dei sensori di parcheggio non è eccessivamente complesso. I sensori emettono delle onde ultrasoniche e le inviano alla centralina. Questa, definita controller, elabora le informazioni e le trasmette a un altoparlante che emette toni intermittenti con intensità e frequenza variabile per dare l’idea della variabilità della distanza e dell’approssimarsi del contatto. In alternativa è possibile la presenza sul cruscotto di led luminosi che si accendono progressivamente quanto più ci si avvicina all’ostacolo. Esistono anche dei sensori di parcheggio che combinano i due sistemi.

Sensori di parcheggio anteriori: come funzionano?

Come detto, i sensori di parcheggio possono essere installati sia sul paraurti anteriore che su quello posteriore, ma per una maggiore tranquillità quando si effettua una manovra di posteggio, è preferibile optare per entrambe le soluzioni. I sensori di parcheggio anteriori funzionano con le medesime modalità indicate sopra. I sensori posti sul paraurti anteriore emettono un’onda sonora che rimbalza contro gli ostacoli e viene indirizzata verso un sensore ricevitore. La centralina è in grado di valutare la distanza dall’ostacolo ed avviserà il guidatore con indicazioni acustiche o luminose dell’avvicinarsi dello stesso.

Sensori di parcheggio

Sensori di parcheggio posteriori: come funzionano?

I sensori di parcheggio posteriori funzionano allo stesso modo, ma si attivano esclusivamente quando si innesta la retromarcia. Solitamente entrano in funzione quando il veicolo si trova a meno di 1,5 metri dal primo ostacolo e nell’abitacolo verrà percepito un primo avviso acustico. Man mano che si arretrerà, la frequenza acustica dell’avviso aumenterà sino a diventare continua quando ci si troverà a 40 centimetri dallo stesso.

Impianto sensori di parcheggio: solo un optional?

L’impianto dei sensori di parcheggio è ormai presente su tutte le tipologie di vetture, da quelle più costose alle comuni citycar, ed è proposto come optional dai vari costruttori. Se in fase di acquisto della vostra auto avete deciso di fare a meno di questo dispositivo e ve ne siete pentiti, è possibile porre rimedio con varie soluzioni aftermarket decisamente funzionali.

Montaggio dei sensori di parcheggio

Una volta scelto l’impianto che maggiormente vi soddisfa, il montaggio dei sensori di parcheggio non sarà per nulla complesso. In primo luogo, vi conviene verniciare i sensori dello stesso colore del paraurti della vostra vettura per non avere un effetto antiestetico al termine dell’operazione. Compiuto questo passo, tracciate con un metro lineare la linea dei sensori prendendo come valore il riferimento di 50 – 70 cm da terra. Successivamente, forate il paraurti per inserire i sensori di parcheggio. Sarà sufficiente effettuare due fori nella parte centrale e due in ogni lato per avere una gestione completa degli ostacoli. Individuate poi il cavo che si collega alla luce della retromarcia e inserite un cavo nell’occhiello collegato al fanale. Nel cofano posteriore individuate uno spazio da riservare alla centralina e collegate successivamente i cavi dei singoli sensori. Completata questa operazione, è giunto il momento di installare il display dei sensori di parcheggio sul cruscotto. Fate passare il cavo del display sotto la pedaliera e smontate il cruscotto. Una volta che avrete collegato tutte le connessioni rimontate i vari pezzi e provate che il sistema dei sensori di parcheggio funzioni correttamente.

Sensori di parcheggio: quanto costano?

Il costo dei sensori di parcheggio varia a seconda che questo dispositivo venga scelto nella lista degli optional al momento dell’acquisto della vettura oppure aftermarket. Nel primo caso i prezzi variano dai 260 euro per la Fiat 500, con sensori di parcheggio esclusivamente posteriori, agli 846 euro per quelli della Mercedes Classe E Coupé. Se volete spendere decisamente meno, sul mercato dell’aftermarket sono disponibili sistemi ugualmente efficaci che partono da 80 euro per i soli sensori di parcheggio posteriori, fino ad arrivare ai 110 euro per un dispositivo completo anche frontalmente.

Sensori di parcheggio: quali scegliere

Sul mercato sono presenti numerose tipologie di sensori di parcheggio, dotati di tecnologia wireless o elettromagnetici. Andiamo ad analizzarle.

Sensori di parcheggio wireless

I sensori di parcheggio wireless, come dice la stessa sigla, sono sensori dotati di tecnologia senza fili che consente un’installazione semplice, senza dover praticare fori sul paraurti della vettura. I sensori di parcheggio wireless andranno posizionati su un porta targa dedicato e l’alimentazione degli stessi proverrà dalla luce di illuminazione riservata alla targa. Il display interno si alimenta tramite l’accendisigari della vettura e comunicherà con i sensori di parcheggio proprio tramite la tecnologia Wi-Fi. Purtroppo le opinioni su questi sensori di parcheggio wireless non sono del tutto favorevoli. Sono meno precisi dei sensori standard ed in alcuni casi può venire meno il segnale facendo così svanire la loro utilità.

Sensori di parcheggio elettromagnetici

I sensori di parcheggio elettromagnetici sono un’ulteriore innovazione nel campo, che consiste in una striscia adesiva da posizionare all’interno del paraurti al posto dei 4 sensori ad ultrasuoni. La striscia adesiva, all’inserimento della retromarcia, viene attivata dalla centralina elettronica e genera un campo elettromagnetico. In presenza di ostacoli il campo elettromagnetico avvisa la centralina e successivamente viene attivato il display e verrà emesso un segnale acustico. Il montaggio dei sensori di parcheggio elettromagnetici avviene senza praticare fori ma posizionando la striscia all’interno del paraurti. Il prezzo è superiore rispetto alla soluzione standard, ma è una tecnologia che presto prenderà piede.

Pubblicato il 18 March 2018
Condividi