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Diesel addio? Novità sul blocco delle auto diesel dal 2020

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Pubblicato il 8 January 2020
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Leggi le ultime novità sugli sviluppi futuri del settore.

Le sempre più stringenti normative in tema di emissioni stanno minando il futuro del diesel. Se, da un lato, questo tipo di alimentazione consente notevoli risparmi agli automobilisti che percorrono migliaia di chilometri l’anno, dall’altro il motore diesel non è più visto di buon occhio dai legislatori europei che ritengono questa motorizzazione particolarmente inquinante.

INDICE
 Stop ai diesel nel Nord Italia
 La tua auto può circolare?
 Blocco auto diesel dal 2020
 Dieselgate e futuro
 Motori diesel addio?
 Alternative al diesel

La guerra allo smog nella Pianura Padana entra in una nuova fase. Sono infatti di recente scattate le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 7,30 alle ore 19,30, salve le eccezioni indispensabili, il blocco vale per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3. Vi consigliamo di consultare il sito del comune di residenza per verificare nel dettaglio tutte le restrizioni.

Le aree principalmente interessate al blocco sono i centri urbani con popolazione superiore ai 30.000 abitanti presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto NO2.

Il blocco della auto diesel varrà anche per i prossimi anni. La limitazione è estesa alla categoria diesel Euro 4 dal 1 ottobre 2020 e alla categoria diesel Euro 5 dal 1 ottobre 2022.

Blocco auto diesel Milano

Anche a Milano è valido il blocco alle auto diesel Euro 3. A ciò si aggiunge il fatto che il blocco permanente delle auto diesel scatterà dal 25 febbraio 2019. Da quel giorno i veicoli diesel fino a Euro 3 non potranno più circolare a Milano. Saranno attivi più di 180 varchi per controllare le violazioni, mentre gli automobilisti saranno avvisati con apposita segnaletica orizzontale.

Vediamo una cronologia del futuro del diesel a Milano:

  • dal 25 febbraio 2019 sarà vietato l’accesso all’area B alle automobili a benzina Euro 0, ai diesel Euro 0, 1, 2 e 3, e per le autovetture a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2;
  • dal 1° ottobre 2019 il divieto si estenderà anche ai Diesel Euro 4 con FAP di serie e campo V.5>0,0045 g/Km, Diesel Euro 4 con FAP di serie e campo V.5 senza valore e Diesel Euro 0-1-2-3-4 con FAP after-market installato dopo il 31/12/2018 e classe di massa particolato pari almeno a Euro 4.
    • Inoltre, il Comune di Milano, ha annunciato che, ai veicoli in divieto dal 1° ottobre 2019, sarà concessa una deroga consistente in 50 giorni, anche non consecutivi, di accesso e circolazione in Area B da utilizzare nel periodo di 12 mesi compreso tra il 1° ottobre 2019 ed il 30 settembre 2020. Potete trovare maggiori dettagli nella pagina dedicata nel sito del Comune.
  • dal 1° ottobre 2020, i divieti coinvolgeranno anche le auto a benzina Euro 1 e i veicoli commerciali diesel Euro 4;
  • dal 1° ottobre 2022 le auto a benzina Euro 2 e le diesel Euro 5;
  • dal 1° ottobre 2025 non potranno entrare le auto a benzina Euro 3 e le auto diesel Euro 6 leggeri A-B-C acquistati dopo 31.12.2018.

La multa per i trasgressori è di 80 euro. Ci saranno dei bonus, cioè un numero prestabilito di accessi ogni anno. Nel primo anno sono consentiti 50 accessi a tutti. Dal secondo anno in poi, i residenti avranno un bonus di 25 accessi all’anno, tutti gli altri solo 5.

Per verificare la classe ambientale del proprio veicolo, è sufficiente collegarsi al sito ilportaledellautomobilista.it e inserire la targa.

Le nuove norme RDE

Con l’introduzione delle nuove norme europee RDE (Real Driving Emissions) è stata introdotta una stretta che mira ad un sostanziale blocco per le auto diesel dal 2020. Secondo queste normative, infatti, dallo scarico di queste vetture, e di quelle alimentate a benzina a iniezione diretta, non dovrà uscire più il particolato, uno degli elementi maggiormente dannosi per la salute. Al fine di ottenere dati sull’inquinamento quanto più reali possibili, la misura delle emissioni verrà rilevata anche in condizioni reali di guida su strada tramite particolari strumentazioni installate a bordo delle auto.

Gli standard WLTP

Analogamente, le emissioni di NOx saranno misurate su strada e non potranno superare di 2,1 volte quanto certificato in laboratorio per ottenere l’omologazione Euro 6, mentre, entro gennaio 2020, questo valore verrà ulteriormente ridotto. Inoltre, oltre alle norme RDE, sono stati introdotti gli standard WLTP (Worldwide-harmonized Light vehicle Test Procedure) al fine di avvicinare i controlli eseguiti in laboratorio a quelli su strada così da avere rilievi quanto più veritieri possibili sulle emissioni.

Il futuro del diesel è sembrato già compromesso nel 2015, anno in cui è esploso lo scandalo del dieselgate negli Stati Uniti. L’EPA, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, ha infatti riscontrato sui veicoli del gruppo Volkswagen la presenza di un software in grado di aggirare le normative ambientali sulle emissioni di NOx e di inquinamento da gasolio. Grazie a questo dispositivo era così possibile superare agevolmente i test sulle emissioni, mentre nelle normali condizioni di percorrenza stradale le vetture avrebbero superato fino a 40 volte il limite consentito dalla legge.

Dopo questo scandalo la corsa al blocco delle auto diesel dal 2020 ha fatto proseliti in tutta Europa. Città come Parigi, infatti, hanno annunciato l’abolizione del diesel proprio dal 2020, mentre altre capitali europee, come Atene, vieteranno la circolazione delle vetture diesel dal 2025.

Blocco Diesel 2020

L’ultimo colpo di grazia alle auto equipaggiate con motori diesel è arrivato poco tempo fa dalla Germania. Il tribunale amministrativo federale di Lipsia, infatti, ha emesso una sentenza con la quale ha vietato la circolazione di questi veicoli nei centri urbani per ridurre il tasso di inquinamento, ma ha lasciato libertà ai vari municipi di applicare questa sentenza in modo graduale, negando, dall’inizio, la circolazione alle vetture più vecchie e quindi maggiormente inquinanti.

Questa decisione del tribunale amministrativo federale di Lipsia ha comportato reazioni contrastanti. Secondo questa sentenza, ad esempio, per un automobilista potrebbe essere possibile circolare con la propria vettura nella città dove risiede, ma lo stesso potrebbe essere impossibilitato ad utilizzare la propria auto per raggiungere il posto di lavoro o un luogo di vacanza.

Le reazioni del mercato

Benché le normative che puntano verso una progressiva abolizione del diesel, il mercato italiano non sembra aver risentito di questa chiusura legislativa. Nel 2017, infatti, le nuove immatricolazioni di auto diesel nel nostro Paese sono cresciute del 3,8% anche grazie ad una politica di generosi incentivi adottata dai costruttori e da un prezzo del gasolio generalmente più conveniente rispetto alla benzina. Tuttavia, i primi dati di settembre e ottobre 2018 evidenziano un crollo delle immatricolazioni delle auto diesel.

I programmi dei costruttori

Nonostante le nuove e più restrittive normative, alcune case come Toyota hanno deciso per una sospensione istantanea della vendita delle vetture diesel in Italia, altri costruttori, come Mercedes, hanno promesso grandi investimenti per lo sviluppo della propulsione elettrica senza abbandonare il motore diesel. Se si opta per l’acquisto di un’auto diesel, tuttavia, bisogna compiere questa scelta anche in prospettiva futura. Se, da un lato, un motore diesel garantirà una guida brillante grazie alla maggiore coppia disponibile ai bassi regimi, dall’altro ci si dovrà scontrare con una politica sempre più restrittiva di accesso ai centri cittadini per queste tipologie di vetture oltre alla verosimile notevole svalutazione.

Dopo tutte queste considerazioni, ci si deve quindi chiedere quale sarà il futuro dei motori diesel. Si può senza dubbio affermare come questa tipologia di motori sembra ormai orientata verso un inesorabile tramonto. I costruttori, infatti, stanno puntando molto sullo sviluppo sempre più affinato ed ecologicamente compatibile dei motori a benzina. Grazie all’adozione del turbo è possibile trovare in commercio motori di cilindrata inferiore che garantiscono una guidabilità e delle prestazioni del tutto compatibili, se non superiori, a quelle dei motori aspirati. Inoltre, quasi tutte le case stanno seguendo le strade dell’ibrido e dell’elettrico.

Queste due tecnologie, già adesso presenti in commercio e con quote di mercato sempre maggiori, sono ormai delle realtà concrete che a breve sanciranno l’addio ai motori diesel.

I vari costruttori, inoltre, stanno progressivamente abbandonando i motori diesel. Case come Volvo, Porsche e Toyota hanno deciso di puntare tutto sullo sviluppo di auto ibride ed auto elettriche visti anche i costi decisamente elevati per far raggiungere ai motori a gasolio i livelli richiesti dalle varie normative. Ma anche le auto a GPL e le auto a Metano sono un’ottima alternativa alle motorizzazioni diesel.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Alternative ai motori diesel: auto ibride e auto elettriche

Le auto ibride e le auto elettriche sono oggi una valida alternativa ai motori diesel. Prima di tutto, sono sempre di più i modelli disponibili sul mercato: non solo diverse fasce di prezzo, ma anche carrozzerie molto diverse tra di loro, dalle city car ai SUV di lusso.

Alternative ai motori diesel: auto a metano

Nel 2018 sono aumentate del 40% le immatricolazioni di auto a metano. I listini dei vari costruttori non presentano molte scelte per quel che riguarda le auto a metano, dato che la gran parte dell’offerta è rivolta alla doppia alimentazione benzina-GPL, ma non per questo mancano modelli di auto a metano tra cui scegliere. In particolare, in Italia la classifica delle auto a metano è dominata da Volkswagen e Fiat: Golf, Polo e Panda sono le auto a metano più vendute.

Alternative ai motori diesel: auto GPL

Le auto GPL possono vantare quale fiore all’occhiello il prezzo decisamente inferiore del Gas di Petrolio Liquefatti (questo è il significato della sigla GPL), in media di 0,6 centesimi al litro. Il costo GPL auto è quindi inferiore di circa il 50% rispetto a quello della benzina e consente all’automobilista di ammortizzare velocemente nel tempo il maggior importo versato per l’acquisto della nuova vettura.

 

Pubblicato il 8 January 2020
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