Home \ Comprare & Vendere \ Acquisto Auto \ Auto ibride plug-in, come funzionano e perché convengono

Auto ibride plug-in, come funzionano e perché convengono

Acquisto Auto Comprare & Vendere
Pubblicato il 15 January 2018
Condividi
Da un paio di anni il mercato delle vetture plug-in ed elettriche sembra essere in forte crescita: quali sono i vantaggi delle auto ibride plug-in per il 2019.

Nel 2018 si è confermato un trend molto positivo per le immatricolazioni di auto ibride in Italia. Infatti, rispetto al 2017, la quota di auto ibride sul mercato è passata dal 3,5% al 4,5%, con più di 56.657 macchine ibride immatricolate in Italia nei primi otto mesi dell’anno. Oggi è importante valutare l’acquisto di un’auto ibrida alla luce anche del blocco auto diesel previsto per il 2020 da alcune importati città.

INDICE
 Incentivi auto ibride plug-in 2019
 Auto ibrida plug-in: come funziona?
 Il mercato delle auto ibride plug-in 
 Auto ibride plug-in: come si ricaricano?
 Auto ibride plug-in: tutti i vantaggi
 Auto ibride plug-in: i migliori modelli del 2019

Ecotassa e Ecobonus 2019: È stato di recente approvato un emendamento in commissione Bilancio alla Camera, che prevede incentivi fino ai 6.000 euro per l’acquisto di auto nuove a partire dal 2019. L’emendamento, che deve ancora essere convertito in legge, prevede l’erogazione degli incentivi in base al livello di emissioni della vettura stessa:  ibrida plug-in elettrica. Al contrario, per i modelli che inquinano di più ovvero diesel e benzina, verrà applicata un’ecotassa dai 1.100 ai 2.500 euro proporzionale al livello di emissioni delle vetture acquistate.

La manovra del governo quindi specifica che coloro che acquisteranno un veicolo nuovo tra il 2019 e il 2021 “saranno tenuti al pagamento di una imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi dalla vettura stessa”. Al contrario, per coloro che nello stesso periodo compreranno un’auto elettrica o a basse emissioni, saranno previsti degli incentivi da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro.

Più nel dettaglio, il bonus incentivi sarà pari a 6.000 euro per le auto dalla classe di emissioni CO2 da 0 a 20 g/km, ovvero le auto elettriche al 100%, 2.500 euro per la fascia da 21 a 70 g/km, ovvero le ibride plug-in, e infine, per chi non rottama, lo sconto è di 4.000 euro nella prima fascia e di 1.500 euro nella seconda.

Negli ultimi anni, i principali marchi automobilistici hanno avviato la produzione in serie delle ibride plug-in (conosciute anche come PHEV o PHV), caratterizzate dalla presenza, sullo stesso veicolo, di propulsore a combustione interna, motore elettrico e presa di corrente. Se, nella fase iniziale, a prevalere è stato lo scetticismo dei consumatori nei confronti della nuova tecnologia, da un paio di anni il mercato delle vetture plug-in ed elettriche sembra essere in forte crescita. Giunti a metà del 2018, le vetture “green” circolanti sono oltre due milioni e mezzo, con un incremento del 52% rispetto al 2017. Tuttavia, una percentuale superiore al 95% di tali auto è venduta in 10 Stati, Cina su tutti. In Italia i primi modelli hanno iniziato a circolare nel 2012. Solo ultimamente stanno emergendo i vantaggi della tecnologia plug-in, destinate a divenire una scelta ideale per chi è abituato a circolare in città, magari percorrendo brevi tratti nelle ore di punta per recarsi al lavoro.

Attualmente, la tecnologia ibrida plug-in è la più performante, in quanto consente di aggirare uno dei limiti delle auto Full Hybrid, le cui batterie che viene caricata esclusivamente con il recupero di energia in rilascio. Grazie alle macchine ibride plug-in è possibile, infatti, percorrere diversi chilometri senza essere costretti ad utilizzare il propulsore a benzina (o a gasolio), evitando di emettere sostanze inquinanti. A garantire questo risultato sono gli accumulatori che, se confrontati con quelli presenti nei modelli ibridi “classici”, si rivelano più potenti. Tali accumulatori, inoltre, sono ricaricabili non solo nelle fasi di decelerazione, ma anche ricorrendo alle colonnine pubbliche o, volendo, alla rete elettrica domestica. Differente è anche l’elettronica di gestione.

Lo schema delle plug-in è identico a quello delle full hybrid – dove il motore elettrico può collaborare con quello termico o funzionare da solo – con l’unica differenza che le batterie sono più capienti e soprattutto possono essere ricaricate con una normale presa di corrente domestica (nelle full hybrid la batteria è caricata esclusivamente con il recupero di energia di rilascio).

Per viaggiare il più possibile a zero consumi, bisogna ricaricare spesso gli accumulatori, così facendo, per gli spostamenti quotidiani, si potrà viaggiare praticamente a costo zero con l’ausilio del solo motore elettrico. Ma come si fa il “pieno” al motore? È necessario (lo prevede la legge) impiegare un conduttore specifico con una sorta di centralina che controlla il corretto funzionamento e limita l’intensità di corrente: in questo modo si più ricaricare facilmente la batteria anche a casa.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

Diverso è il discorso per le ricariche effettuate nei luoghi pubblici: la legge, infatti, prevede la ricarica alle colonnine o alle wallbox domestiche. Infine, il modo più veloce per caricare la batteria è quello di utilizzare corrente continua a elevata intensità e potenza: attenzione, però, perché non tutte le auto ibride plug-in, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, supportano tali intensità.

auto ibride usate
auto ibride usate

Acquistare una delle auto ibride plug-in in commercio significa godere dei seguenti vantaggi:

  • Percorrenza di alcune decine di km con l’ausilio del solo motore elettrico
  • Zero emissioni quando il motore termico non viene impiegato
  • Surplus di potenza e coppia
  • Assenza di problemi legati all’autonomia
  • Assenza di costi aggiuntivi rispetto alle ibride standard
  • Stesse agevolazioni delle ibride standard
  • Nessuna richiesta di manutenzione specifica
  • Maggiori opzioni di ricarica per il motore elettrico

Alla praticità normalmente riconosciuta alla tecnologia ibrida si uniscono i vantaggi associati ai veicoli elettrici.

Messe a confronto con le auto a benzina, le ibride plug-in richiedono il 60% di energia in meno. Rispetto alle Full Hybrid, tale consumo è pari al 20% in meno. Tra i modelli in commercio nel nostro Paese merita di essere ricordato il primo veicolo di questo tipo lanciato in Italia, ossia la Toyota Prius plug-in. Modelli più recenti sono la Hyundai IONIQ, la Audi Q7 3.0 TDI e-tron e la Kia Optima Plug-in Hybrid. In particolare, la Hyundai IONIQ rappresenta l’unica berlina al mondo ad essere venduta in versione elettrica, ibrida e plug-in.

Ecco i modelli di auto ibride plug-in più diffusi in Italia (prezzi Nov. 2018):

Marca e Modello Prezzo
Hyundai Ioniq 1.6 DCT Comfort da 34.650
Kia Niro 1.6 GDi DCT PHEV da 36.700
BMW 225xe Active Tourer da 38.350
Mini Countryman Cooper S E da 39.100
Audi A3 SPB 1.4 TFSI e-tron da 39.850
Toyota Prius Plug-In da 41.650
Kia Optima PHEV da 44.000
Mitshubishi Outlander PHEV da 47.800
Mercedes GLC 350e da 57.063
BMW 530e da 59.150
Volvo V60 T8 Twin Engine da 62.970
Volvo XC60 T8 Twin Engine da 69.500
Audi Q7 e-tron Quattro da 87.000
Range Rover Sport PHEV da 91.200
BMW i8 da 147.600

1- Hyundai Ioniq – La Hyndai Ioniq rappresenta, insieme alla Kia Niro, l’eccellenza dell’ibrido alla coreana. L’aspetto più interessante è la commercializzazione della Ioniq in ben tre motorizzazioni diverse: l’ibrida normale, l’ibrida plug-in e l’elettrica pura. Una vera e propria offensiva di auto ibride! La Ioniq è una berlina classica, a coda tronca, con uno stile quindi meno aggressivo rispetto alla cugina Kia. Veniamo ai prezzi: la versione plug-in viene 33.900 euro in allestimento Comfort.

auto ibride usate
auto ibride usate

2- Kia Niro Plug-in – Tra i SUV e i crossover ibridi più interessanti  c’è sicuramente la Kia Niro ibrida, un crossover ibrido che punta a essere una delle migliori auto ibride per rapporto qualità prezzo. La Kia Niro, infatti, parte da un prezzo di listino di 25.000 euro per il 1.6 GDi HEV Urban, 3.550 euro in meno rispetto alla Toyota C-HR. La Kia offre una posizione di guida rialzata, con più spazio per il guidatore rispetto alla Toyota, che monta invece una plancia più hi-tech e di design. Tuttavia, il sistema di infotainment della coreana supporta sia Apple Carplay sia Android Auto, mentre la giapponese ha optato per un sistema multimediale autonomo, scelta che non a tutti può piacere. La Kia Niro è un’auto ibrida ben fatta, con un bagagliaio capiente (363 litri), un’abitabilità generosa soprattutto per i passeggeri che viaggiano sul divano posteriore. Monta un motore elettrico che nella versione HEV non si ricarica ma viaggia in parallelo al benzina a ciclo Atkinson. In vendita anche la versione plug-in PHEV benzina 1.6 141 CV a 36.700 euro.

kia niro ibrida usata
kia niro ibrida usata

3- BMW 225xe Active Tourer – È l’auto ibrida plug-in più economica sul mercato. Il monovolume di casa BMW combina la tecnologia eDrive alla trazione integrale. Il motore termico è un 3 cilindri di 1.500 cc turbo a iniezione diretta a benzina da 136 CV ed è associato al cambio automatico Steptronic a 6 rapporti del tipo a convertitore di coppia. L’unità elettrica dispone di 88 CV ed è collocata proprio in corrispondenza dell’asse posteriore dove si trovano le batterie al litio del sistema ibrido plug-in e il serbatoio del carburante. L’abbinamento del motore termico col propulsore elettrico consente una potenza complessiva di 224 CV, oltre a consumi minimali, visto che 225xe percorre in media 50 km con un litro di carburate e ha una autonomia in modalità elettrica di 41 km con una velocità massima di 125 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. Offre, inoltre, della trazione integrale che è a gestione elettronica.

4- MINI Cooper Countryman Plug-In Hybrid – Guidare una Mini è sempre un’esperienza piacevole e divertente, ma ora è anche elettrizzante con la versione ibrida. Se poi consideriamo anche l’abbattimento dei consumi e dell’inquinamento, l’acquisto della MINI Countryman ibrida nella versione Plug-In S E All4, è sicuramente da consigliare.

Questo primo modello dell’iconico marchio britannico ad essere equipaggiato con un propulsore ibrido plug-in, infatti, permette di girare per le vie di città e centri storici senza inquinare, a emissioni zero. Il tutto ovviamente senza perdere l’agilità e la sportività che solo la Mini ti sa regalare. L’eccellente mix tra un motore tre cilindri a benzina e un motore elettrico sincrono, regalano una potenza di 224 cavalli, con consumi davvero allettanti: 2,1 litri per 100 chilometri, con emissioni di CO2 pari a 49 grammi per chilometro.

5- Audi A3 SPB e-tron –  Guardate il logo frontale, apritelo e scoprirete un passaggio segreto con una bella presa per ricaricare la batteria agli ioni di litio da 8,8 kWh. Non male per la bellissima Audi A3 e-tron, ciò gli permette di percorrere fino a 50 km in totale autonomia. Il prezzo di listino (novembre 2017) è di 39.850 euro per un’auto che, dicono gli esperti, si guida molto volentieri e che è capace di regalare anche parecchio sprint grazie all’accoppiata con il motore termico 1.4 TFSI. È anche vero che la versione plug-in della A3 costa almeno 6.000 euro in più rispetto a quella diesel più potente.

6- Toyota Prius Plug-in – Era il lontano 1997 quando Toyota svelava al mondo la prima auto ibrida prodotta in serie: da allora ne sono state vendute più di 10 milioni! È stata definita dagli esperti “la regina dell’efficienza” perché supera i 40km/l e ha veramente 50 km di autonomia (ha vinto il premio World Green Car). Certo, il prezzo di listino per la Prius Ibrida Plug-In è veramente alto e supera i 40.000 euro, anche se spesso è offerta in promozione.

toyota prius ibrida
toyota prius ibrida

 

Pubblicato il 15 January 2018
Condividi