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Guida all’acquisto di un’auto ibrida

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Pubblicato il 15 December 2018
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Auto ibride pro e contro: tutte le tipologie, i prezzi e le agevolazioni sul bollo e l’assicurazione per l’acquisto di auto ibride.

Da più di qualche anno l’industria automobilistica sta concentrando i suoi sforzi sulla produzione di veicoli ecosostenibili e a ridotto impatto ambientale. Le aziende hanno dunque individuato nelle auto ibride la soluzione più conveniente e immediatamente realizzabile per contenere le emissioni inquinanti, coniugando i vantaggi dell’alimentazione elettrica con la comodità di un normale motore termico. Tali vetture nascono anche per soddisfare le esigenze dei costruttori, interessati a occupare nuove nicchie di mercato in vista del progressivo abbandono delle auto diesel e dell’inasprimento delle normative europee antiinquinamento.

Ma come funzionano esattamente le auto ibride? Prima di approfondire questo argomento, occorre distinguere fra le diverse tipologie attualmente in commercio. Ogni casa automobilistica ha infatti interpretato a suo modo questo nuovo sistema di propulsione, proponendo diverse soluzioni.

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Quale ibrido conviene?

Le auto a motore termicoelettrico ad oggi disponibili sul mercato si dividono in tre diverse categorie:

La terminologia può trarre in inganno, ma queste tre tipologie presentano delle differenze sostanziali. Le  Mild Hybrid (o ibride leggere) sono vetture che presentano un sistema propulsivo composto da un’unità termica e una elettrica, ma quest’ultima non può essere utilizzata singolarmente. Nelle ibride leggere, in pratica, un motore elettrico fornisce assistenza al sistema di propulsione termico nei momenti di massima richiesta. Tali auto permettono, quindi, di beneficiare di una riserva di potenza extra in fase di accelerazione o di ripresa − ottenendo migliori performance senza incidere, però, sui consumi di carburante.

Tali vantaggi si fanno evidenti soprattutto sui percorsi cittadini, dove l’assistenza del motore elettrico in fase di accelerazione e il recupero dell’energia cinetica in frenata garantiscono un cospicuo risparmio di carburante. Di conseguenza, questi veicoli risultano anche meno inquinanti, e possono circolare con maggiore libertà nelle zone a traffico limitato. La presenza di un vero motore ibrido comporta, ovviamente, un aumento dei prezzi di listino rispetto a quelli delle auto con alimentazione tradizionale. Tuttavia, come vedremo fra poco, acquistando una vettura di questo genere è possibile accedere ad agevolazioni sul bollo e sull’assicurazione.

Le Ibride PlugIn sono attualemente quelle con la tecnologia più performante, in quanto consente di aggirare il principale limite delle auto Full Hybrid, le cui batterie che viene caricata esclusivamente con il recupero di energia in rilascio. Tramite il motore plugin è infatti possibile percorrere diversi chilometri senza essere costretti ad utilizzare il propulsore a benzina.

A garantire questo risultato sono gli accumulatori che, se confrontati con quelli presenti nei modelli ibridi “classici”, si rivelano più potenti. Tali accumulatori, inoltre, sono ricaricabili non solo nelle fasi di decelerazione, ma anche ricorrendo alle colonnine pubbliche o alla rete elettrica domestica.

Lo schema delle plugin è identico a quello delle full hybrid – dove il motore elettrico può collaborare con quello termico o funzionare da solo – con l’unica differenza che le batterie sono più capienti e soprattutto possono essere ricaricate con una normale presa di corrente domestica.

Le Full Hybrid, infine, rappresentano la perfetta sintesi tra il motore endotermico e quello elettrico. Quest’ultimo − a differenza di quanto avviene nella tipologia di auto precedentemente esaminata − può infatti alimentare autonomamente il veicolo per brevi tragitti (solitamente non superiori ai 50100 Km). Il vantaggio di tali modelli risiede proprio nella possibilità per gli automobilisti di circolare liberamente all’interno dei centri abitati, praticamente a costo zero. Per l’ingombro delle batterie e la loro attuale efficienza, la velocità massima raggiungibile con la sola alimentazione elettrica è tuttavia limitata a 50 Km/h: oltre questa soglia, infatti, interviene il motore termico.

Questi modelli prendono il nome di “ibride plugin” − una categoria che include tutte le automobili dotate di batterie ricaricabili anche attraverso una presa esterna. Come le Mild Hybrid, anche le ibride complete beneficiano del boost di potenza offerto dal propulsore elettrico − che viene automaticamente gestito dalla centralina, così da garantire il giusto compromesso fra spinta e autonomia delle batterie. Tutto ciò incide positivamente anche sui consumi di carburante, che scendono mediamente del 20% rispetto alle ibride leggere e addirittura del 60% nel confronto con le auto a benzina. Tali vetture presentano dunque una tecnologia più complessa e articolata, che naturalmente richiede il suo tributo in termini di prezzo, manutenzione e costo dei ricambi.

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Auto ibride: pro e contro

Dopo aver passato in rassegna le differenti tipologie di auto ibride, proviamo a stilare una lista di vantaggi e svantaggi di queste macchine innovative. Fra gli elementi a favore della tecnologia ibrida, va menzionata senza dubbio una migliore efficienza energetica che, soprattutto nei circuiti urbani, si traduce in un evidente risparmio di carburante. L’intervento del motore elettrico sulle vetture Mild Hybrid e Full Hybrid garantisce anche una spinta propulsiva più elevata, che consente di ottenere un’accelerazione migliore e una ripresa più rapida.

Con questo tipo di veicoli − l’abbiamo già anticipato − è possibile circolare senza problemi nelle zone a traffico limitato: un benefit non trascurabile soprattutto per chi utilizza l’auto prevalentemente in città. In questo caso c’è anche un considerevole risparmio di tempo che, come si sa, non ha prezzo! Un altro punto a favore dei veicoli ibridi completi è la silenziosità di marcia in modalità “full electric”, il cui beneficio è tuttavia limitato dalla scarsa autonomia. Bisogna poi aggiungere anche i benefici fiscali previsti dalla legge italiana − che approfondiremo più avanti nei paragrafi dedicati all’assicurazione e al bollo delle auto ibride.

D’altro canto, le auto ibride presentano anche alcuni svantaggi, che vanno attentamente analizzati prima di considerare di acquistarne una. In primo luogo, la presenza del motore elettrico ausiliario e del relativo paccobatterie fa lievitare il peso della vettura. Ciò comporta una guidabilità ridotta e la necessità di correggere il proprio stile di guida al fine di ottimizzare i consumi e la durata delle batterie.

In più, tutti i vantaggi del motore elettrico si vanificano nel momento in cui si entra in autostrada o in una strada extraurbana sufficientemente scorrevole: questo, infatti, viene generalmente disattivato oltre la soglia dei 50 Km orari, in modo da non sprecare le batterie in situazioni che non richiedono assistenza elettrica. Chi è solito viaggiare in autostrada o su percorsi extraurbani non può quindi beneficiare in alcun modo di una vettura ibrida, poiché utilizzerebbe quasi esclusivamente il motore termico, con l’aggravante di portare in giro il “peso morto” di un propulsore elettrico pressoché inutilizzato. In ultima analisi, c’è da considerare anche che − a parità di potenza e di categoria − le vetture ibride costano molto più delle concorrenti a benzina o diesel.

I prezzi delle auto ibride

Il prezzo elevato delle vetture ibride è giustificato dall’implementazione di una tecnologia per certi versi ancora “acerba”, che presenta ad oggi un rapporto tra costi di produzione e ricavi non ottimale. Di conseguenza, occorre discernere fra le varie tipologie di ibrido presenti sul mercato, che possono avere differenze di prezzo piuttosto significative. Per quanto concerne le vetture microibride, per esempio, la base di partenza è rappresentata dalla piccola Suzuki Swift Ibrida 1.2 DualJet da 112 CV, disponibile a partire da 17.790 euro.

Salendo di categoria troviamo anche le microibride a motore diesel di casa PSA, come la Peugeot 2008 1.4 eHDI, che parte da un prezzo di 16.450 euro. La soluzione microibrida, tuttavia, è ormai in fase di progressivo abbandono, poiché i vantaggi di avere un motorino elettrico destinato soltanto all’alimentazione dei dispositivi di bordo sono quasi del tutto azzerati dall’aumento di peso e consumi.

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Decisamente più articolato è invece il mercato delle Mild Hybrid, che trova nella piccola Suzuki Ignis 1.2 Hybrid 4WD la sua esponente più economica. Per acquistarne una bastano infatti 16.800 euro − una cifra tutto sommato ammortizzabile considerata l’attitudine prevalentemente cittadina di questa utilitaria. La stessa Suzuki produce anche un’alternativa più duttile come la Baleno 1.2 SHVS: una due volumi compatta e versatile venduta al prezzo decisamente competitivo di 17.600 euro. In questa categoria non può mancare la Toyota che, dall’alto della sua esperienza nel settore, propone la Toyota Yaris 1.5 Hybrid a un prezzo base di 19.400 euro.

Degna di menzione anche la Kia Niro: una vettura equipaggiata esclusivamente con un motore dieselelettrico a ricarica autonoma, venduta a un prezzo di listino compreso tra i 25.000 e i 30.000 (a seconda della versione). Tra le poche europee che popolano questa categoria, svetta inoltre la Peugeot 3008 Hybrid4 − in vendita già da qualche anno ad un prezzo di circa 37.000 euro.

Nel settore delle ibride complete o plugin, la competizione fra Europa e Asia è ancora più serrata. Nei segmenti più economici dominano le vetture asiatiche, con la Toyota Yaris Plug In e la capostipite Toyota Prius − vendute, rispettivamente, al prezzo di 31.150 e 33.400 euro. La Hyundai Ioniq Hybrid PlugIn è invece un’interessante berlina di medie dimensioni, equipaggiata con un motore dieselelettrico di ultima generazione da 1.6 litri. Ciononostante, è possibile portar via la vettura nipponica con una spesa sicuramente più contenuta: 33.750 euro.

Auto ibride di lusso: un capitolo a parte va infine dedicato alle vetture di segmento superiore − come le BMW Serie 3 e Serie 2 Active Tourer che, nelle rispettive versioni ibride plugin, sono disponibili a partire da 33.750 e 44.650 euro. Nel campo delle sportive, il Sol Levante la fa da padrone grazie all’esclusiva Lexus LC500, una coupé Full Hybrid benzinaelettrica da 359 CV venduta alla modica cifra di 105.500 euro chiavi in mano.

Se non sapete quale auto ibrida scegliere, abbiamo raccolto per voi le migliori auto ibride sul mercato italiano

Esenzione del bollo per le auto ibride

Come anticipato in precedenza, uno dei maggiori benefici derivanti dall’acquisto di una vettura a motore ibrido è l’accesso alle agevolazioni fiscali sul bollo auto. Per incentivare la transizione verso un parco auto più ecosostenibile, il Governo nazionale e le autorità regionali hanno predisposto piani di esenzione dal bollo per chi acquista un’auto ibrida. Tuttavia, tale provvedimento non è stato ancora attivato su tutto il territorio nazionale: per questo sussistono delle sostanziali differenze fra le varie regioni. Per avere un’idea precisa dei possibili benefici ottenibili, potete consultare la seguente lista − tenendo presente l’eventualità di variazioni future dovute alla modifica delle leggi di stabilità regionali:

  • Abruzzo: nessuna esenzione
  • Basilicata: 5 anni
  • Calabria: nessuna esenzione
  • Campania: 3 anni (solo per le ibride benzina)
  • EmiliaRomagna: nessuna esenzione
  • Friuli Venezia Giulia: nessuna esenzione
  • Lazio: 3 anni (solo per le ibride a benzina)
  • Liguria: 5 anni
  • Lombardia: nessuna esenzione
  • Marche: 5 anni
  • Molise: nessuna esenzione
  • Piemonte: nessuna esenzione
  • Puglia: 5 anni
  • Sardegna: nessuna esenzione
  • Sicilia: nessuna esenzione
  • Toscana: nessuna esenzione
  • Trentino Alto Adige: nessuna esenzione
  • Umbria: 3 anni
  • Valle d’Aosta: nessuna esenzione
  • Veneto: 3 anni

Inoltre, è fondamentale ricordare che nelle singole città di ogni regione sono già attivi diversi incentivi − che includono, ad esempio, l’ingresso illimitato nelle ZTL e parcheggi gratuiti o a tariffa scontata sulle strisce blu.

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I benefici sull’assicurazione di un’auto ibrida

Possedere un’auto ibrida significa anche poter accedere alle polizze assicurative agevolate riservate a questo tipo di vetture. La situazione non è ancora legislativamente regolamentata a livello nazionale o europeo, ma è il gioco della concorrenza fra le varie compagnie assicurative a consentire di risparmiare sulla polizza RCA per auto ibride. Oggi è infatti possibile ottenere uno sconto che va dal 5% al 15% − a seconda della compagnia scelta e del tipo di veicolo acquistato. Naturalmente, l’ammontare dello sconto è direttamente proporzionale al valore del veicolo e al tipo di alimentazione ibrida di cui questo è fornito. Dal punto di vista assicurativo, le ibride possono essere collocate in una fascia di prezzo intermedia, a metà strada fra le auto elettriche (meno costose) e le vetture a GPL o metano. In definitiva, le agevolazioni sull’assicurazione di un’auto ibrida fanno sì che il risparmio risulti maggiore sul lungo termine: per tale motivo, giovano soprattutto a chi decide di non cambiare l’auto per diversi anni.

auto ibride usate
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Pubblicato il 15 December 2018
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