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Audi S6 ed S7 2019: arrivano i nuovi TDI

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Pubblicato il 13 May 2019
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Tecnologia “mild-hybrid” messa a punto dagli ingegneri tedeschi e un compressore elettrico che garantisce un’efficienza elevata: ecco le Audi S6 e S7.

 

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

Signori e signore vi presentiamo Sua Maestà TDI. E che TDI! Sulle ingombranti Audi S6, S6 Avant e Audi S7 Sportback 2019 debutta infatti un sontuoso quanto rinnovato motore TDI che sulla propria carta d’identità scrive numeri a dir poco succulenti. La cilindrata da 3.0 litri diesel è assecondata dall’architettura del propulsore V6 – e il tutto basta a garantire una potenza di 349 CV, abbinata ad un dato sulla coppia massima da auto sportiva, di 700 Nm.

Chiude la scheda tecnica la tecnologia cosiddetta “mild-hybrid”, soluzione da non sottovalutare se si vogliono tenere a bada i consumi e le emissioni del “cattivissimo” motore diesel. Insomma, le case automobilistiche fanno il proprio lavoro e, probabilmente a qualcuno non andrà giù, Audi lo sa fare “discretamente” bene. Si continua così allora, sulla strada del diesel; lavorando sulla tecnologia per elevarne sempre più potenza e piacere di guida con un occhio (anzi due occhi) su ambiente e consumi.

E a fare tutto questo (discreto) lavoro non è un brand qualunque, ma quello che con la sigla “TDI” ha avuto più di una semplice gatta da pelare. La casa dei quattro anelli continua così con lo sviluppo di quello che potremmo chiamare “concept tecnico” visto con Audi SQ7 TDI. Si abbina così un compressore elettrico ad una rete di bordo da 48 Volt. Il tutto gestito dal cambio automatico firmato Tiptronic a 8 marce e alla trazione integrale permanente “quattro” di casa Audi.

Prima di entrare nel dettaglio di quelle che sono le prestazioni delle nuove Audi S6, S6 wagon ed S7 Sportback, val probabilmente la pena spendere due parole sulla tecnologia “mild-hybrid” messa a punto dagli ingegneri tedeschi. Il compressore elettrico garantisce quindi un’efficienza pressoché ideale in qualsiasi momento della propria attività – tanto quando si accelera che durante le fasi di ripresa. Riduce quasi del tutto il cosiddetto turbo lag, tipico dei motori a gasolio, così da garantire una ripresa del V6 TDI praticamente “real time”.

Un compressore all’opera con tempi di reazione inferiori ai 250 millesimi di secondo e attivo viaggiando praticamente a fil di gas: ad appena 1.650 giri per minuto. Ok, siamo in un campo complicato ai più, quindi fatta questa dovuta premessa vediamo nel pratico cosa consente la tecnologia (quasi) ibrida a bordo di queste Audi. La parte bella parla quindi di una risposta immediata alla minima pressione dell’acceleratore, condita da scatti brucianti e accelerazioni degne di un’auto per scendere in pista la domenica pomeriggio.

E uno dei motivi per cui si consuma (e inquina) meno sta poi nel fatto che la tecnologia MHEV limita le cambiate della trasmissione tenendo il rapporto più basso e a pochi giri. Inoltre il sistema si occupa di gestire anche la funzione di Start/Stop, attivo fin da 22 Km/h – consentendo di risparmiare fino a 0,4 litri di gasolio. Senza contare la possibile di viaggiare “a vela”, cioè avanzando per inerzia, con il motore spento per un tempo massimo di 40 secondi.

Numeri più divertenti? Ok, eccoli. Grazie a questo motore V6 TDI tutti e tre i modelli Audi scattano da 0 a 100 Km/h in un tempo di 5 secondi, con S6 Avant ed S7 Sportback più lente di un decimo. La velocità massima garantita per tutte è invece autolimitata a 250 Km/h. Per quanto concerne invece i consumi e le emissioni inquinanti abbiamo a che fare in media per l’Audi S6 con 6,2 litri di gasolio consumati ogni 100 Km e 164 grammi di CO2 realizzati per Km. Con l’Audi S6 Avant saliamo invece a 6,5 litri per 100 Km e 171 grammi per Km. Stessi numeri anche per quanto riguarda la S7 Sportback.

Quanto alla trazione, come per tutti i modelli della famiglia S, eccoci alle prese con la famigerata “quattro” integrale by Audi. Quando si viaggia quindi in condizioni di marcia “normale” il differenziale centrale autobloccante ripartisce la coppia motrice tra l’asse anteriore e quello posteriore in un rapporto del 40 e 60%. In caso di perdita di aderenza, la coppia viene inviata elettronicamente verso l’asse con maggior grip con i limiti massimi del 70% all’anteriore e dell’85% al posteriore.

Se poi per errore, dovessimo entrare in curva a velocità eccessiva la trazione selettiva si occuperà di gestire la coppia anche sulle singole ruote. Tutto è ovviamente gestito dall’elettronica che si occupa di frenare (seppur in modo impercettibile) la ruota interna alla traiettoria. Giusto in tempo affinché le gomme non perdano aderenza e si consenta al differenziale di capire a quale asse “mandare più coppia”.

E il design? Beh, ovvio. Tutti i modelli della casa di Ingolstadt giocano su un look accattivante, sensazione che ovviamente si accresce se guardiamo all’interno della ben più cattiva famiglia targata S. I nuovi stilemi della casa dei quattro anelli quindi ripropongono il mitico single frame della calandra, ma sulle S arrivano anche minigonne più aggressive e al posteriore un bellissimo estrattore con gli scarichi cromati realizzati ad hoc per queste versioni.

Poi è chiaro: la nuova S6, S6 Avant ed S7 Sportback hanno differenti modi stilistici per enfatizzare il concetto di sportività. Su quest’ultima, ad esempio, la calandra anteriore ci regala listelli orizzontali realizzati in alluminio. Mentre le prese d’aria hanno un profilo volutamente più voluminoso. Tutte e tre hanno invece lo stesso impatto estetico se le guardiamo di lato, dove dominano gli imponenti cerchi in lega.

Che dire. Audi colpisce ancora con una gamma di vetture premium, ma capaci di emozionare tanto quanto farebbero dei modelli sportivi. Con un messaggio ben chiaro che grida a gran voce quanto la tecnologia possa rendere sempre più efficienti le motorizzazioni diesel. Spesso, senza motivo, viste come una specie di “nemico da combattere”. Qui, invece c’è efficienza, sportività e lo stile e il piacere di guida tipico delle auto della scuola tedesca.

Pubblicato il 13 May 2019
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