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Land Rover Discovery Sport: restyling, ma non solo

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Pubblicato il 21 June 2019
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Ecco il debutto della Land Rover Discovery Sport mild-hybrid, ma anche ibrida plug-in, con un inedito sistema di infotainment.

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

Non chiamiamolo banalmente restyling. La Land Rover Discovery Sport 2020, in questo maquillage di metà carriera nasconde infatti interessanti novità che vanno oltre un semplice facelift. Molte le novità che ci attendono quindi e che per essere toccate con mano si faranno attendere con tutta probabilità fino alla seconda parte dell’anno inoltrata. Prepariamoci quindi al debutto di una Discovery mild-hybrid, ma anche ibrida plug-in – senza dimenticare la tecnologia con il debutto di un inedito sistema di infotainment.

Il tutto ad un prezzo di listino che si annuncia davvero interessante e al di sotto della soglia psicologica dei 40 mila Euro. Esteticamente impara dalla recente rivisitazione della cugina Evoque; la nuova Discovery guadagna la tecnologia a LED sia per la fanaleria anteriore che per quella posteriore. Dal nuovo disegno sono la griglia anteriore e il look dei paraurti – mentre salendo a bordo si fa apprezzare lo spazio per cinque passeggeri, tenendo conto che la Discovery dispone comunque di due sedute supplementari. Di fatto i sedili giocano sullo schema 2 – 3 – 2, anche questi ridisegnati e dagli inediti rivestimenti. Confermate, come ovvio che sia quando si ha a che fare con un restyling di metà carriera, le dimensioni che si attestano su una lunghezza di 460 cm, una larghezza di 189 e un’altezza di 172 cm.

Un telaio più sicuro ed “elettrico”

Tra le novità più interessanti che troviamo sulla nuova Land Rover Discovery Sport 2020 ce n’è una che proprio non si vede. Parliamo della piattaforma vera e propria su cui nasce il SUV britannico. Si chiama PTA, acronimo di Premium Transverse Architecture.

Di fatto abbiamo quindi a che fare con una scocca del 13% più rigida rispetto alla precedente. Il risultato è un miglior filtraggio dei rumori e delle vibrazioni provenienti dall’esterno della vettura. Allo stesso tempo, questa scocca garantisce un maggior livello di assorbimento degli urti in caso d’incidente, elevando così ulteriormente i livelli di sicurezza. Un telaio che dalla casa di Gaydon hanno progettato appositamente per rispondere alle nuove esigenze in materia di elettrificazione. Infatti, la nuova Land Rover Discovery 2020 è la prima ad adottare un sistema cosiddetto mild – hybrid a 48 Volt – lo stesso che per intenderci ha già debuttato sulla cugina Range Rover Evoque.

La modalità di funzionamento è quindi la medesima e consiste nel recuperare – grazie ad uno starter-generatore – l’energia “dispersa” durante tutte le fasi di accelerazione. Un’energia che quindi è poi immagazzinata in una batteria ad hoc installata al di sotto del pianale. Un esempio pratico di come funziona tale meccanismo? Viaggiando al di sotto dei 17 Km/h, in fase di frenata, il motore della Land Rover Discovery Sport si spegnerà. In fase di ripartenza, a dar man forte al motore riducendo quindi i consumi – ci penserà tutta quell’energia immagazzinata precedentemente in fase di accelerazione. Quello che ci portiamo a casa è un tipo di guida “raffinata” – come amano definirla dal “quartier generale” Land Rover. Raffinatezza che noi traduciamo come silenziosa e con un occhio ai consumi, indipendentemente dal percorso sul quale viaggeremo.

Consumi ed emissioni al ribasso, aspettando l’ibrido “vero”

Il sistema mild-hybrid sarà a disposizione su tutta la gamma di motori Ingenium a quattro cilindri, sia benzina che diesel. Grazie a questa tecnologia si possono ottenere livelli di emissioni e consumi molto interessanti – a partire da 144 grammi di anidride carbonica per chilometro e 6,9 litri per 100 Km per quanto riguarda il capitolo dei consumi. Novità ancora più ghiotte sono previste poi successivamente al lancio del nuovo SUV inglese, scivolando verso la fine del 2019. Per quelle settimane è infatti previsto il lancio della Land Rover Discovery PHEV con motore elettrico quindi e tecnologia plug in ricaricabile anche da una normale presa domestica. Inoltre arriverà anche una versione, sempre Ingenium, a benzina e tre cilindri.

Le simulazioni nella “guida reale”

Altro aspetto che rende molto atteso il debutto della nuova Discovery 2019 è il rispetto, ancor prima del suo ingresso in vigore nel 2020, della norma battezzata Real Driving Emission “Stage 2”. In questo caso, i tecnici britannici hanno eseguito i test sulle emissioni inquinanti tramite vere e proprie simulazioni su strada – ovviamente in aggiunta a quelle già portate a casa tramite il banco. Un modo per riportare dati sempre più veritieri e realistici dei consumi e di quella che è l’anidride carbonica realmente prodotta. A tal proposito, la motorizzazione di Discovery che dovrebbe vantare il miglior livello di rispetto ambientale sarà quella dotata di unità a gasolio da 150 CV di potenza, trazione anteriore e trasmissione manuale. Per “lei” infatti sono state accreditate emissioni di 140 grammi di CO2 per Km e consumi medi nell’ordine dei 17 Km per litro di carburante.   

Anima tipicamente Land Rover

Come ovvio che sia, nel pieno rispetto del blasone del brand inglese non possono mancare all’appello le varianti di Land Rover Discovery 4×4. Per “loro” abbiamo quindi il dispositivo Driveline Disconnect di seconda generazione che consiste in una scatola “di rinvio” sull’asse anteriore che evita che la coppia finisca alle ruote posteriore durante la marcia a velocità costante. All’occorrenza ci pensa comunque l’elettronica a ripristinare la trazione integrale in appena mezzo secondo.

Un’anima che come di consueto è votata alla vita (anche) in off road: si va ad esempio dalla profondità di guado di 600 mm all’irrinunciabile sistema Terrain Response 2 che rileva in automatico il tipo di fondo sul quale stiamo viaggiando dosando “su misura” il miglior setup del veicolo. Interessante anche il Tow Assist che facilita le manovre in retromarcia in caso di rimorchio agganciato (fino a 2,5 tonnellate di peso).

Ausili alla guida, quelli d’obbligo

Come ormai ci siano abituati ad incontrare sulla gran parte dei modelli in listino, anche la Land Rover Discovery 2020 piazza tra le proprie frecce una serie di soluzioni volte ad “alleggerire” la fatica di chi siede al volante. Ecco allora l’Adaptive Cruise Control con tanto di Steering Assist, che si occupa di mantenere la nostra Discovery sempre al centro della propria corsia. Per farlo la tecnologia prende spunto dalla linee di carreggiata disegnate a terra, ma si prende anche la briga di valutare la distanza di sicurezza con il veicolo che ci sta davanti. Fra gli altri dispositivi votati alla sicurezza abbiamo anche il Lane Keep Assist, l’Autonomous Emergency Braking e il Driver Condition Monitor.

Lo specchio si fa telecamera

Bello e interessante, per chiudere, è il capitolo relativo alla tecnologia. Tra i nostri gadget preferiti e che rischia di essere tra quelli più attrattivi per la curiosità degli appassionati, c’è lo Smart Rear View Mirror. Sfiorando un semplice tasto, questo sistema trasforma il normale specchio retrovisore in uno schermo video in HD sul quale viene proiettata l’immagine inquadrata alle spalle della vettura. Un sistema intelligente che aiuta il guidatore in tutte quelle situazioni di scarsa visibilità e che soprattutto non fa pagare alla visuale la presenza dei passeggeri seduti sulla fila posteriori. Chiudono il cerchio alcuni debutti assoluti, come il ripiano per la ricarica senza fili dello smartphone. Abbiamo anche il nuovo hot-spot Wi-Fi 4G, mentre i passeggeri della seconda e terza fila di sedili si godono i comandi per la ventilazione separati. Inoltre, chicca che farà impazzire gli “smanettoni” più tecnologici c’è la funzione Smart Settings che sfruttando un embrione di “intelligenza artificiale” impara le abitudini del guidatore e compie alcune funzioni automatiche come la regolazione del sedile e dello sterzo, la temperatura del clima o il volume della musica.

 

Pubblicato il 21 June 2019
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