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Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Burocrazia Pratiche Auto
Pubblicato il 15 January 2018
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Cos’è il Documento Unico? È un documento che accorpa libretto di circolazione e certificato di proprietà.

Un’importante innovazione per auto, moto e rimorchi: il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’Aci non saranno più due documenti separati ma un solo certificato: questo è quanto stabilito dal D.Lgs. n.98 del 2017. La proposta della Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione M.A. Madia è stata approvata dal Consiglio dei Ministri nel maggio del 2017. La disposizione vedrà la sua attuazione dal 1° luglio del 2018 e da quella data le nuove automobili ma anche i nuovi motoveicoli e i rimorchi saranno muniti di una sola carta di circolazione, chiamato anche Foglio Unico di circolazione.

Non sono interessati a queste disposizioni le microcar e i ciclomotori, mezzi per i quali non ci sarà alcun cambiamento. I documenti rilasciati prima che entrassero in vigore le disposizioni e quelli prodotti dall’entrata in vigore del decreto fino al 1° luglio 2018 continueranno, invece, a mantenere la loro validità. Ma il Documento unico cos’è e soprattutto perché è stato istituito? L’approvazione del Governo alla sua adozione è dovuta a motivi che riguardano l’ottimizzazione dei costi inerenti la produzione, l’archiviazione e il controllo da parte dell’Amministrazione. Il Documento conterrà sia i dati che riguardano la proprietà sia quelli che riportano le caratteristiche del mezzo: saranno infatti riportati i dati tecnici e la situazione giuridica del veicolo oltre agli estremi relativi alla cessazione della circolazione per demolizione o per esportazione. Sul certificato, inoltre, verranno scritti i fermi giudiziari e amministrativi e le ipoteche.

Documento unico: cos’è

Il Documento unico, sistema già in uso in altri Paesi UE, permetterà allo Stato di risparmiare poiché non dovrà più amministrare due documenti per ogni veicolo. La nuova carta, sintesi del vecchio libretto e del certificato di proprietà, è redatta secondo il modello europeo e in base a quanto sancito dalla direttiva 1999/37/CE. Gli step dell’iter burocratico hanno previsto alcuni passaggi tra cui la vigilanza sugli atti del PRA che passa dalla Presidenza del Consiglio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Libretto di circolazione: cosa succede

I veicoli attualmente circolanti (cioè tutti quelli immatricolati prima del 1° luglio 2018) saranno accompagnati dal libretto di circolazione e dal certificato di proprietà finché non si verificherà un cambio di proprietario o finché non subentreranno modifiche tecniche o giuridiche per le quali sarà necessario ottenere una carta di circolazione aggiornata che verrà rilasciata dalla Motorizzazione Civile. Per avere il Documento unico l’automobilista dovrà presentare la domanda alla Motorizzazione o, in alternativa, allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).

Documento unico: quali sono i costi?

In occasione della prima immatricolazione o di un trasferimento di proprietà verrà prodotta una sola istanza di rilascio ma l’interrogativo che si pongono migliaia di automobilisti è: il Documento unico quanto costa? La tariffa non potrà essere maggiore della somma che si paga attualmente e sarà una tariffa unica. Il documento prevede, infatti, l’unificazione sia dei compensi dell’imposta di bollo che quello dei compensi del PRA e della Motorizzazione. Non ci saranno, quindi, i risparmi significativi che sembrava ci sarebbero stati in seguito alla riorganizzazione e neppure la soppressione delle marche da bollo che avrebbero permesso un risparmio di circa 32 euro (16 euro l’una). La tariffa, comunque, sarà stabilita entro il 30 aprile 2018 e verrà emanata dal Ministero dei Trasporti, da quello dell’Economia e da quello di Giustizia: questo accadrà dopo che saranno promulgati i decreti per coordinare la nuova riforma con il Codice della Strada e con lo Sportello Telematico dell’Automobilista. Successivamente, il 24 luglio 2018, il Parlamento riceverà una relazione circa i costi che l’utenza dovrà affrontare. Qualcosa cambia anche per chi non paga il bollo: l’art. 96 del Codice della Strada prevede che se la tassa automobilistica non è pagata da tre anni, dopo la notifica al proprietario si arriva alla radiazione della vettura. Questa procedura è attualmente gestita dall’ACI: l’Ente trasmette la comunicazione al PRA il quale provvede alla radiazione e alla comunicazione alla Motorizzazione che si occupa, a sua volta, di ritirare le targhe e il libretto. Dal 1° luglio 2018 la prassi diventa più semplice e la radiazione avviene automaticamente con il passaggio della comunicazione dall’ACI alla Motorizzazione Civile.

Pubblicato il 15 January 2018
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