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Prescrizione bollo auto: ecco come funziona

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Pubblicato il 14 October 2019
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La prescrizione bollo auto impedisce alla Regione di richiedere il pagamento del tributo.

Il bollo è da sempre un tributo poco amato dagli automobilisti e non capita di rado di dimenticare di pagarlo. In questo caso, però, si può rischiare di vedersi notificare una richiesta di pagamento con importo maggiorato a seguito dell’applicazione e degli interessi. Non sempre, però, queste richieste sono fondate perché in alcuni casi interviene la prescrizione bollo auto. Vediamo come funziona.

Prescrizione bollo auto

Il bollo auto è la tassa automobilistica che deve essere corrisposta annualmente alla Regione di residenza per il solo fatto di essere proprietari di un veicolo.

Così come ogni altro tributo, anche il bollo auto è soggetto a prescrizione. Con questa definizione si intende il termine massimo temporale entro il quale la Regione può legittimamente richiedere il pagamento della tassa automobilistica. Se l’Ente non provvede ad effettuare la richiesta entro il termine stabilito interviene la prescrizione bollo auto e rendere illegittima la pretesa creditoria.

Se il bollo è stato correttamente pagato ma la Regione notifica ugualmente la richiesta di corresponsione dell’importo, sarà sufficiente agire mediante annullamento in autotutela esibendo la ricevuta attestante il corretto pagamento dell’importo.

Se, invece, il tributo non è stato pagato e la Regione ne richiede il versamento si dovranno verificare con attenzione i termini di questa richiesta per evidenziare l’eventuale prescrizione.

Quando va in prescrizione il bollo auto

Il termine di prescrizione bollo auto è triennale. I termini iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa deve essere pagata e terminano il 31 dicembre del terzo anno.

Facendo un rapido esempio, se non si è pagato il bollo del 2016 e viene notificato un avviso di accertamento nel mese di gennaio 2020 senza che in precedenza sia stato posto in essere alcun atto interruttivo della prescrizione del bollo, allora la richiesta della Regione sarà illegittima.

Se, invece, sarà notificato un atto interruttivo della prescrizione bollo auto ma dopo questo, nei tre anni solari successivi, non sarà notificato alcun avviso di accertamento, allora la prescrizione decorrerà dall’ultimo atto interruttivo della prescrizione.

Tra gli atti interruttivi della prescrizione del bollo si segnalano  l’avviso di accertamento da parte della Regione, il sollecito di pagamento, la notifica della cartella esattoriale, l’intimazione di pagamento da parte dell’agente della riscossione esattoriale, il preavviso di fermo dell’auto e l’atto di pignoramento.

I bolli auto non pagati vanno in prescrizione

Avendo quindi evidenziato come il termine di prescrizione bollo auto sia di 3 anni, è bene avere presente, in caso di notifica di un avviso di accertamento, quali siano i termini per impugnare lo stesso dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale territorialmente competente qualora sia intervenuta la prescrizione bollo auto.

Entro 60 giorni dalla notifica, infatti, si dovrà procedere a proporre ricorso presso la Commissione Tributaria, pena il pagamento in via definitiva del tributo.

Analogamente, se l’avviso di accertamento è notificato nei termini, ma la cartella esattoriale arriva dopo più di tre anni da quest’ultimo, entro 60 giorni da quest’ultima notifica si dovrà impugnare l’atto presso la competente Commissione Tributaria.

Da segnalare, infine, un recente orientamento giurisprudenziale in materia di prescrizione bollo auto secondo il quale: “il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima”.

Pertanto, affinché la prescrizione bollo auto venga interrotta dall’Ente, è necessario che l’atto interruttivo sia portato a conoscenza del debitore.

Sanatoria bollo auto

Nel Decreto Fiscale 2019, ribattezzato “strappa-cartelle”, è stata introdotta la sanatoria bollo auto per tutti quei debiti ricadenti nell’arco temporale dal 2000 al 2010 e con un importo massimo fino a 1000 euro.

Questa sanatoria bollo auto è rivolta a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito e la cancellazione del debito, così come stabilito per legge, avverrà automaticamente.

Pertanto non sarà necessario produrre alcun tipo di documentazione alla Agenzia delle Entrate per poter usufruire del condono.

Il debito dovrà però essere inferiore a 1000 euro comprensivo di capitale, interessi e sanzioni e dovrà ricadere in un arco temporale che va dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

Per poter usufruire di questa sanatoria bollo auto bisogna assicurarsi che l’iscrizione a ruolo da parte dell’ente della riscossione rientri proprio in questo periodo di tempo. Se, infatti, il bollo non pagato è del 2010 e l’iscrizione a ruolo è avvenuta nel 2011 non si potrà beneficiare del Decreto Fiscale.

Pubblicato il 14 October 2019
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