Home \ Pratiche Auto \ Burocrazia \ Bollo auto 2019: tutto quello che c’è da sapere

Bollo auto 2019: tutto quello che c’è da sapere

Pratiche Auto Burocrazia
Pubblicato il 11 June 2019
Condividi
Si tratta di una tassa obbligatoria sul veicolo da versare ogni anno: in una video infografica tutte le novità sul bollo auto 2019.

Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.

La scadenza del bollo auto è fissata entro il mese successivo a quello dell’immatricolazione della vettura. Da questa regola sono esclusi gli automobilisti del Piemonte e della Lombardia, perché si avvalgono della possibilità di pagare in date prestabilite:

  • 31 maggio 2019 se il bollo che scade ad aprile;
  • 30 settembre 2019 se il bollo scade ad agosto;
  • il 20 gennaio 2020 se il bollo scade a dicembre.

Cosa cambia nel 2019? Vi sarà un aumento dell’importo del bollo per le auto inquinanti, la riduzione del bollo per le auto storiche e l’introduzione del condono. Ma vediamo tutto nel dettaglio.

INDICE
Aumenti bollo auto 2019
Novità bollo auto
Bollo auto emissioni Co2
Pagamento bollo auto
Esenzione bollo auto
Condono bollo auto 2019

La recente manovra finanziaria ha introdotto delle novità relativamente al bollo auto 2019. Secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal ministro dell’ambiente Sergio Costa, l’intenzione del governo era quella di utilizzare il bollo auto per colpire i veicoli maggiormente inquinanti. In pratica il governo avrebbe voluto introdurre degli aumenti per tutti i possessori di veicoli di classe Euro 3 ed inferiori, penalizzando con una tassazione maggiorata le vetture più inquinanti.

Nella realtà dei fatti, il bollo auto 2019 non ha subito alcun aumento, poiché i proprietari di vetture di categoria Euro 6, quindi quelle meno inquinanti, pagheranno un importo di 2,58 euro al Kw e di 3,87 euro al Kw per le vetture con potenza superiore ai 100 Kw. I proprietari di una vettura di categoria Euro 3 invece, pagheranno un importo pari a 2,70 euro al kw o di 4,05 euro al Kw in presenza di un’auto con potenza superiore ai 100 Kw. Analogamente, i proprietari di una vettura di categoria Euro 2 pagheranno un bollo auto 2019 di 2,80 euro al Kw; mentre per i possessori di una vettura di categoria Euro 1 o Euro 0, l’importo sarà rispettivamente di 2,90 e 3,00 euro al Kw.

In questo modo, quindi, è stato evitato qualsiasi tipo di aumento dell’importo perché di fatto, a parità di potenza, il proprietario di una vettura meno inquinante andrà a pagare un bollo auto di importo inferiore rispetto a chi, invece, possiede una vettura ormai datata.

La legge finanziaria ha comunque previsto delle interessanti novità. In primo luogo sono esentati dal pagamento del bollo auto i soggetti che possono avvalersi della legge 104. Gli invalidi civili con ridotte limitazioni permanenti della loro capacità motoria avranno diritto all’esenzione del pagamento nel caso in cui il veicolo sia intestato a loro. Analogamente, potranno usufruire dell’esenzione anche quanti hanno fiscalmente a carico la persona disabile, purché questa abbia un reddito annuo lordo non superiore ai 2.840,51 euro.

Altra novità che riguarda il bollo auto 2019 è quella relativa all’esenzione nella misura del 50% per le vetture storiche con un’età compresa tra i 20 ed i 29 anni, dotate di Certificazione di Rilevanza Storica annotata anche sulla carta di circolazione. Il Parlamento sta comunque lavorando all’esenzione totale anche per questa tipologia di veicoli e non solo per quelli ultratrentennali.

A partire da giugno 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha istituito una riduzione sul bollo auto del 50% per i veicoli storici. Queste auto devono però avere un’età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Da qui nasce quindi il discorso delle tempistiche di pagamento del bollo dimezzato per le auto storiche, anche ad uso professionale.

Il Ministero ha infatti capito che l’annotazione del Certificato di rilevanza storica è praticamente impossibile sia alla sua data di entrata in vigore, ovvero il 1° gennaio 2019, sia alla data della prima scadenza del bollo del 31 gennaio.

Al fine di permettere il corretto adempimento, il Ministero ha concesso un termine di 60 giorni (che scadeva lo scorso 31 marzo) entro il quale i possessori delle auto in questione avrebbero dovuto riportare l’annotazione sul proprio libretto. Per coloro che non sono riuscito a farlo, dovrebbe pagare il bollo intero per il 2019 e attendere il 2020 per poter l’agevolazione prevista. Riassumendo quindi per usufruire della riduzione del 50% sul bollo auto: il veicolo deve avere un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, il certificato di rilevanza storica e annotazione sulla carta di circolazione del riconoscimento di storicità.

Ultima novità sul bollo: è stato approvato un protocollo che, attraverso l’introduzione di un sistema “bonus malus”, mira a disincentivare l’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti.

ll bonus malus ambientale sulle auto, su cui si basano l’ecotassa e gli ecoincentivi statali, si estenderà dunque anche alle tasse. L’intenzione è stata espressa nel protocollo “Aria pulita” firmato da Premier, Ministri, Regioni e Province autonome. Si tratta di un insieme di misure atte a rispondere a due procedure d’infrazione Ue per sforamenti su biossido di azoto e particolato nell’aria.

L’impegno è quello di elaborare una proposta legislativa al fine di individuare criteri “bonus malus” nelle tariffe del bollo auto. Il bollo “sul consumo” è incentrato sui consumi di combustibile, proporzionali alle emissioni di CO2.

Il modello italiano attuale si basa invece sulla potenza del motore e sulla classe ambientale, ossia le emissioni inquinanti effettive, ma risale al 2007 e necessita di un aggiornamento. La tariffa meno penalizzante accomuna le Euro 4 dello scorso decennio alle Euro 6D attuali.

Esistono le così dette esenzioni sul pagamento del bollo auto, sia per soggetti disabili, sia per le auto con specifiche motorizzazioni.

Prima di tutto, la Legge italiana mette a disposizione delle agevolazioni per quei soggetti che rientrano nelle categorie di disabili titolari di Legge 104. Possono difatti usufruire dell’esenzione dal pagamento del bollo, i seguenti soggetti:

  • Non vedenti;
  • Sordi;
  • Disabili con handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento;
  • Disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Soggetti disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Per maggiori dettagli sull’argomento, consultate la sezione dedicata all’Acquisto auto legge 104.

Inoltre, sono anche incluse nell’esenzione bollo, tutte le auto elettriche fino al 5° anno di vita, le auto storiche con almeno 30 anni di vita e le auto ibride acquistate nel 2019, le quali avranno 3 o 5 anni di tassa automobilistica gratuita.

Il 21 maggio 2019 è stata emessa una sentenza dalla Corte Costituzionale, la quale ha affidato alle Regioni la totale discrezionalità in materia, purché nei limiti del massimale imposto dalle norme statali. La sentenza a cui si fa riferimento è la n. 122 del 20 maggio 2019. Con questa i giudici costituzionali hanno deciso che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Questo quindi indica che le regioni hanno il potere d’introdurre delle esenzioni anche se non sono previste dal legislatore statale.

Per quel che riguarda il pagamento del bollo auto 2019, potete effettuarlo presso gli uffici postali, tramite apposito bollettino, presso rivendite abilitate ACI e anche online sul sito aci.it. Come già evidenziato in precedenza, per conoscere in anticipo l’importo da corrispondere si dovrà prendere come riferimento non solo la potenza del veicolo espressa in kilowatt, ma anche la classe ambientale di appartenenza. Per conoscere la potenza in Kw e la classe ambientale della propria vettura sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione. Alla voce P.2 è espressa la potenza in Kilowatt, mentre alla voce V.9 è indicata la classe ambientale.

Per quanto concerne la scadenza del pagamento del bollo auto 2019, ad eccezione della Lombardia e del Piemonte (dove i termini sono quelli del 31 maggio 2019 per il bollo auto con scadenza ad aprile, del 30 settembre 2019 per il bollo auto con scadenza ad agosto, e del 20 gennaio 2020 per il bollo auto con scadenza a dicembre) gli automobilisti delle altre regioni dovranno provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Una delle maggiori novità introdotte con la riforma bollo auto 2019, riguarda la possibilità di risolvere i contenziosi con il fisco, tramite la definizione agevolata dei ruoli affidati all’agente della riscossione. Tutti quei proprietari di vetture che hanno ricevuto la notifica di una cartella esattoriale per il bollo auto non pagato, avranno la possibilità di optare o per il condono o per la rottamazione. Presentando la domanda di adesione rottamazione dei ruoli all’Agenzia delle Entrate si potrà ottenere l’eliminazione degli interessi e delle sanzioni dall’importo da corrispondere. Si potrà poi versare il dovuto, tramite un massimo di dieci rate di pari importo, in 5 anni e con un tasso di interesse del 2%.

Per quel che riguarda il condono bollo auto 2019, questo è previsto per tutte le cartelle di importo fino a 1.000 euro notificate tra il 2000 ed il 2010.

 

Pubblicato il 11 June 2019
Condividi